Emma  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Rovigo

Crisi personale, OCD (e forse altro?)

(mi scuso in anticipo per la poca chiarezza, ma non so veramente da dove iniziare).
salve a tutti, sono una studentessa al 3° anno di università e vorrei tanto poter iniziare un percorso di psicoterapia, ma non lavorando non riesco a permettermi le sedute (e non intendo chiedere soldi ai miei genitori), perciò eccomi qua, nella speranza di capirci qualcosa in più.
potrei effettivamente dividere questa domanda in capitoli, uno per ogni ambito della mia vita, essendo che non sono completamente serena in nessuno di questi.
parto dall'aspetto più tangibile, credo di soffrire di OCD da alcuni anni (dalla 4a superiore circa), anche se non c'è nessuna diagnosi fatta da un professionista, sono abbastanza convinta di soffrire di tricotillomania e dermotillomania (queste azioni mi portano serenità, lo faccio come se fossi in trance ed ovviamente quando me ne accorgo è troppo tardi, mi procuro danni al volto che poi sono causa di vergogna). credo di soffrirne per problemi ben più radicati nel mio inconscio, nello specifico potrei puntare il dito contro il rapporto che ho con la mia famiglia (fratelli e genitori) e il rapporto che ho con la versione migliore di me (per essere sintetica, quella che vorrei essere, ovvero quella che si prende cura della propria salute, quella che studia per il piacere della conoscenza, etc).
ci sarebbe il mondo da dire, me ne rendo conto, mi limito a darvi un quadro sintetico delle dinamiche di relazione che ho in questi ultimi anni; accade spesso che appena mi si rivolga la parola io mi stizzisca, ritendendo la domanda stupida, quasi preferisco che non ci sia nessun tipo di dialogo (che se vogliamo essere pignoli, in effetti manca quel tipo di "dialogo" familiare), e di conseguenza l'atmosfera diventa tesa, nel caso non si vada ad una vera e propria discussione. mi sono accorta di avere un tipo di relazione strana anche con alcune amicizie, ovvero che cerco molto poco alcune persone contro cui non ho assolutamente nulla (non so se sia una fase di vita, di crescita, di cambiamento, che influenza questi rapporti, o sia io che appunto non sono più in grado di coltivare un'amicizia).
l'ultimo rapporto un po' scarso che ho è con lo studio e la carriera, ho scelto l'università perchè sono convinta sia la strada giusta, ma ho il dubbio che le dinamiche sopra descritte stiano influenzando troppo la mia concentrazione e il mio rendimento (passo giornate intere davanti ai libri con la testa altrove/stuzzicandomi il viso). ovviamente è tutto un circolo vizioso, perchè meno rendo e più mi stresso, più mi stresso, più mi rovino e il senso di colpa mi manda in down.
scusate la pergamena di lamentela, non ho una vera e propria domanda, perchè so che queste cose hanno bisogno di un percorso di terapia con un professionista (aspetto il bonus psicologo nella speranza).
forse qualcuno potrebbe darmi una dritta/consiglio o semplicemente il suo punto di vista.
ringrazio tutti in anticipo, buona giornata.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 01/04/2022 - 12:46

Salve Emma, credo proprio lei stia in un circolo nel quale si sovraccarica e scarica la tensione. Immagino ci siano dei pesi che adesso non riesce più a trascinare e cerca in tutti i modi a metterli da parte ma questo produce sensi di colpa che la portano a stare male. Anche la connessione con la sua famiglia deve essere esplorata meglio. Le suggerisco di trovare un ente pubblico nella sua zona per un percorso, pagando un minimo con un ticket oppure presso un consultorio familiare. In modo da iniziare prima del bonus.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Ilaria Spagnolo Inserita il 26/03/2022 - 17:40

Salve Emma, dalle sue parole si percepisce una grande sofferenza e tanta confusione. Sembra abbia chiare alcune cose che riguardano la sua salute ma da quanto scrive nessuno le ha mai dato conferma o chissà forse non l'ha cercata; per quanto riguarda i suo rapporti con gli altri sembra che lei eviti la socialità forse per timore del confronto. Non saprei darle una risposta, credo che sarebbe utile iniziare a capire qualcosa di più di se stessa affinchè possa finalmente dare un nome alle cose ed un significato alle sue emozioni. Prenda in considerazione un percorso di cura a prescindere dall'aspetto economico che incide lo so, ma confido che possa trovare un professionista in grado di venirle incontro. Prenda coraggio e cerchi il confronto con un esperto e si affidi a qualcuno che possa aiutarla.
Le auguro il meglio e di trovare quello che cerca. Non esiti a contattarmi per ulteriori domande.
Grazie.
Dott.ssa Ilaria Spagnolo