paolo domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 24/06/2015

Roma

Malessere

Buongiorno sono un papà separato con 2 figli, la grande di 21 dice che non sono più suo padre, il piccolo di 14 è rimasto a vivere con me per 3 anni fino al mese scorso in cui ha deciso di tornare dalla madre che abita vicino a me. Vivo insieme a mia madre 85 anni malata di Alzheimer da 2 e con la mia nuova compagna che la mattina si occupa di mia madre provvedendo a tutte le sue esigenze non essendo più autosufficiente. La mia compagna ha una figlia di 9 anni ed un carattere molto vivace mentre mio figlio è molto tranquillo e tra i due ragazzi non c'è stato mai grande affiatamento. Io sto subendo fisicamente uno stato da cui non riesco a liberarmi, passare dal stare e giocare insieme a mio figlio tutti i giorni, a vederlo solo una volta a settimana portandolo a mangiarci una pizza. Ho un senso di impotenza persistente che si è attaccata allo stomaco e non riesco a mandarlo via. Lui si fa sentire solo se gli serve qualcosa ed ho la paura tremenda che nel corso del tempo possa arrivare a dirmi le stesse parole della sorella!. Consigli?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Mossa Inserita il 25/06/2015 - 17:02

Caro Paolo,
la sua non è una situazione facile ma, purtroppo, è una situazione molto comune ai papà separati
Personalmente conduco un gruppo di auto-mutuo aiuto proprio per genitori separati con problemi relativi ai figli ( la maggior parte, ahimè, sono uomini) ed affronto con loro settimanalmente preoccupazioni simili alla sua.
Pur non conoscendo la sua storia - ma sarei lieta se volesse approfondirla, sopratutto per quanto riguarda la separazione- mi sento di consigliarle, prima di tutto, di non lasciar perdere il rapporto con sua figlia anche se questo al momento possa sembrarle realmente irrecuperabile.
Bisognerà capire quali sono le motivazioni che l'hanno spinta ad affrontarla in questa maniera ma si potrebbe lavorare anche sul recupero di questa importantissima relazione - importante non solo per Lei ma sopratutto per la ragazza.
Per quanto riguarda suo figlio: mi sento subito di porre l'accento sulla sua età; ha 14 anni, è nel pieno della sua adolescenza, la crescita a questa legata porta con sé sbalzi d'umore e l'essere frequentemente scorbutici... sopratutto con i genitori! Capisco la sua preoccupazione: non vorrebbe rivivere ciò che ha vissuto con sua figlia, ma non deve concentrarsi su questo pensiero negativo, provi a pensare che è un momento normale e fisiologico della vita di suo figlio, rispetti questo momento rimanendogli vicino.
Non ci ha spiegato però come mai suo figlio da deciso di tornare dalla madre il mese scorso e come questa abbia preso questo rientro: ho subito pensato che anche questo cambiamento potrebbe essere legato all'adolescenza; a 14 anni vivere con la nonna malata potrebbe non essere l'ideale... ha provato a parlare di questo con suo figlio?
In generale le consiglierei anche di chiedere supporto e sostegno alla sua ex moglie che, essendo la madre dei suoi figli, potrebbe intervenire per salvaguardare il loro rapporto con Lei.
Infine le consiglierei di valutare l'ipotesi sia di un percorso individuale per lei per aiutarla e sostenerla in questo periodo di difficoltà e per incrementare le sue capacità genitoriali.
Per quanto riguarda suo figlio: gli dia un po' di tempo; se tale comportamento dovesse persistere le consiglieri di parlare con la sua ex moglie e valutare con lei l'intervento di uno psicoterapeuta dell'età evolutiva che possa aiutare suo figlio prima di tutto a comprendere cosa sta vivendo e provando e, successivamente, a migliorare/recuperare il rapporto con Lei.
Un caro saluto ed un grandissimo in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa - Torino
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