Giulia  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 12/02/2019

Ansia nel lasciare la famiglia

Buonasera, ho 30 anni e sono di Napoli.
Sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo con la quale, ho iniziato una storia a distanza, visto che lui abitava in Sicilia, e che adesso abita a Roma per lavoro. E da non molto stiamo pensando di andare a convivere. Ma ho una forte ansia che mi logora ..
Sono l'ultima figlia di 3 , un maschio ed una femmina, ho due genitori che mi hanno insegnato i valori e fatto si che avessi la maturità di affrontar le sfide che la vita impone di affrontare.
Ma come può immaginare, sono anche quelle persone che hanno una mente chiusa e ho dovuto veramente dimostrare con grande fatica di essere abbastanza matura da poter iniziare una convivenza, prima per un lavoro, perchè a Napoli non ho possibilità di sbocco, mentre a Roma ho conoscenze, che mi possono integrare, ma vogliono la residenza nel posto, ed essendo a Napoli ancora, sono praticamente bloccata.
La cosa che più mi spaventa è questa..
Ho paura , quando arriverà il momento che il mio fidanzato affitterà un monolocale, di comunicare loro la mia partenza. Lo so, è stupido alla mia età, dovrei essere matura abbastanza da saper gestire le cose... Ma sono terrorizzata, soprattutto perchè ho mio fratello maggiore che alle volte tende a sostituire la figura paterna..
Come posso affrontare con loro il discorso??
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/02/2019 - 09:11

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Giulia,
il distacco/separazione dalla famiglia d'origine è un passaggio delicato nel ciclo vitale umano, che può indurre esitazione soprattutto nei casi in cui i genitori "hanno insegnato i valori" come nel suo caso, che presumo riguardino anche l'importanza di dedicarsi alla famiglia d'origine.
Quindi, è comprensibile che ora lei sia in difficoltà nel prendere questa decisione percepita come così drastica agli occhi dei suoi genitori.
Consideri che la maturità affettiva di una persona sta anche in questo: prendere coscienza della sofferenza generata da una situazione e cercare di gestirla al meglio, proprio come sta provando a fare lei.
Per fare ciò, può esserle utile porsi qualche domanda autoesplorativa finalizzata a comprendere meglio come mai lei sia "terrorizzata": come teme possano reagire i suoi genitori? e come si sente all'idea che loro possano disapprovare questa sua scelta?
Ha parlato di un suo fratello maggiore che presumo abbia qualche difficoltà che cerca di fronteggiare anche lei, assumendo quindi un ruolo genitoriale/protettivo nei suoi confronti.
E forse anche questo la trattiene lì a casa.
Ma ciò che è essenziale che lei si chieda è quanto sia disposta ad investire affettivamente su questo ragazzo e sulla sua vita in generale, e cosa teme possa accaderle quando sarà lontana dalla sua famiglia d'origine.
Il processo di seprazione dala famiglia d'origine può richiedere qualche tempo perchè oguno di noi, nel momento in cui decide di vivere autonomamente, acquisisce la consapevolezza che dovrà essere il genitore di se stesso e quindi ciò sancisce la nascita di una nuova parte di sè, una nuova fase della vita.
Pertanto, quando avrà fatto chiarezza su questi punti, saprà come gestire il discorso con i suoi e anche l'elaborazione del lutto rispetto alla sua identità di figlia in favore della nuova Giulia che sta iniziando la sua vita da adulta.
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).