Sabrina  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 05/12/2018

Come aiutare un bambino problematico?

Ho un figlio di 10 anni che definirei ipersensibile...ma anche allegro intelligente spontaneo curioso. Ha problemi però con gli amichetti vedo in alcune situazioni con gli amici un’insicurezza che in altri campi non si palesa! Ha continuo bisogno di affermare la sua bravura e preparazione con gli adulti di riferimento, ciò lo fa deride dagli amici e lui reagisce con rabbia e messo alle strette piange! Cosa posso fare per aiutarlo

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 05/12/2018 - 12:05

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Sabrina,
comprendo la sua preoccupazione che può essere efficacemente utilizzata confrontandosi con suo figlio.
Ossia: considerando che è un bambino "allegro, intelligente, spontaneo e curioso" sarà agevole avviare un dialogo con lui rispetto al suo "continuo bisogno di affermare la sua bravura". Come mai ha questa esigenza secondo lei?

Consideri che questa sua propensione a ricercare l'approvazione dell'adulto lo induce ad allontanarsi dai coetanei perchè è impegnato ad interfacciarsi con adulti che sembrano rappresentare il suo fulcro di interesse.
In ogni caso le relazioni con i coetanei presentano sempre qualche difficoltà soprattutto in fase evolutiva.

In questi casi, il ruolo del genitore è proprio quello di promuovere una maggiore abilità relazionale proponendo al bambino di organizzare con i coetanei attività che possano coinvolgere ed interessare entrambi. Inizialmente si può pensare di organizzare con un solo bambino che risulta più simpatico a suo figlio, poiché la relazione uno a uno è più semplice da gestire.

In ogni caso è opportuno avvicinarsi a suo figlio proponendo questa come altre strategie relazionali, verificando però che lui sia pienamente d'accordo e sicuro che, almeno nella fase iniziale dell'interazione, possa essere supportato da un genitore. Questo ultimo aspetto, lo aiuterà ad acquisire strategie più funzionali che possano sostituire il pianto, che generalmente viene stigmatizzato dai coetanei soprattutto a questa età e soprattutto se maschi.

Infine, è sicuramente utile coinvolgere suo marito/compagno in queste attività di socializzazione e più in generale nella cura di suo figlio. Il ruolo del padre, soprattutto per i bimbi maschi, svolge sempre una funzione catalizzatrice fondamentale nell'avvio di questi processi e nell'acquisizione di una maggiore sicurezza derivante anche dall'identificazione con un modello adulto competente e presente a livello affettivo.


Un caro saluto a lei e a suo figlio.

Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma)