Carlo  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 09/08/2018

Roma

La nonna parla male di me a mia figlia

Ho 48 anni e due figlie, di 6 e 3 anni circa. Ho rapporti molto freddi e formali con mia suocera che è una donna di insostenibile invadenza e gravemente anaffettiva che non ha mai digerito del tutto (ad onta delle sue smentite in questo senso) il fatto che le mie figlie mi siano molto affezionate. Abbiamo spesso avuto frizioni e contrasti a causa della sua incrollabile volontà di intromettersi in ogni modo nella nostra vita, specialmente riguardo alla educazione delle bambine, sebbene io abbia in ogni modo provato a chiarire che per me è prioritario il rispetto di gerarchie naturali che vedono i genitori come i soli responsabili della gestione dei propri figli. Ho tentato la strada diplomatica, del dialogo, ma è stato tutto inutile perché, forte anche della passività di mia moglie in merito alla questione, lei sa bene che può lasciarmi sfogare e continuare sulla sua strada, facendomi passare per di più per un individuo ostile e paranoico che ce l'ha con lei per partito preso mentre io sono semplicemente esasperato da ingerenze continue e non di rado molto gravi e dal fatto, come accennato, di essere lasciato solo da mia moglie, che a quattr'occhi riconosce (e neanche sempre) che la madre ha un carattere impossibile, ma non ha semplicemente la forza di opporsi e di piantare gli opportuni paletti, poiché è patologicamente dipendente dall'approvazione materna, nelle piccole come nelle grandi scelte.
Il problema, e ciò per cui scrivo, è che qualche tempo fa la mia bimba più grande mi ha raccontato che la nonna ha provato e prova tuttora a "staccarla" dalla mia sfera di influenza, facendola sentire inadeguata e "infantile" per il solo fatto che cerca il papà (ormai sei grande per stare attaccata a papà, devi vedere anche altre persone, non passare troppo tempo con papà perché la famiglia è fatta anche dalle altre persone, etc). E' vero che i bimbi a volte inventano, ma qui si tratta di una confessione del tutto spontanea, non "estorta" da mie precise domande, particolarmente dettagliata nella sua esposizione e soprattutto perfettamente confacente a ciò che mia suocera pensa nella realtà, perciò credo sulla parola a mia figlia. Del resto, l'atteggiamento della bimba nei miei confronti non è sostanzialmente mutato, rimane molto legata a me, affettuosa e tenera, al netto dei mutamenti fisiologici dell'età, ma è pur vero, d'altra parte, che è appena un po' meno espansiva di un tempo nei miei confronti, visto che viene sciaguratamente presa in giro quando lo è (anche, mi duole ammetterlo, da mia moglie) e che a volte dice cose strane che non riuscivo a inquadrare e che ora, invece, alla luce di questa sua "confessione", sembrano trovare una spiegazione plausibile (qualche tempo fa mi ha detto, per esempio, che si era resa conto che io e lei avevamo passato troppo insieme ed era ora che lei ne passasse di più con la madre, frase che ha la firma di mia suocera e della sua velenosa gelosia nei miei confronti).
Sonio furibondo e amareggiato e soffro. Ho mille difetti, ma ho un carattere mite e tranquillo, del tutto allergico ad ogni discussione e antagonismo al quale mi vedo però costretto da atteggiamenti francamente inaccettabili. So che una figlia non smette di volerti bene per la cattiveria altrui e so che il nostro rapporto, ciò che la lega a me, è molto forte, ma mi chiedo: fino a che punto devo aver paura che la bambina possa effettivamente staccarsi almeno in parte da me? E se arrivasse a irrigidirsi fino a snaturarsi per paura di essere dileggiata nel mostrarsi per chi è veramente, una bimba sensibile e tenera e bisognosa di gesti e parole affettuose? Quando le ho chiesto che cosa pensasse di ciò che le diceva la nonna mi ha risposto che le sembravano cose (testuali parole) "stupide e cretine", il che da un lato mi conforta, ma non sono tranquillo. A mia suocera chiederò presto con forza conto e ragione di questi suoi deliri, e lo farò davanti al marito, che è una brava e buona persona, giusto perché non possa poi far finta che nulla sia successo, ma vorrei anche capire come pormi nei confronti di mia figlia, cosa lei si aspetta da me, cosa io debba fare per il suo bene e soprattutto (ciò che più mi fa paura) per evitare che ritenga l'esternazione dei sentimenti per me come qualcosa di cui vergognarsi.
Grazie per quanto saprete suggerirmi.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 10/08/2018 - 11:42

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Carlo,
comprendo la sua rabbia che mi sembra congruente con la sensazione di essere screditato o allontanato da sua figlia.
Da ciò che ha narrato, mi sembra di capire che sia solo in questa "crociata" nei confronti di sua suocera, nel senso che sua moglie è "passiva", quindi non prende posizioni.
Come mai secondo lei? Che timori nutre sua moglie rispetto ad un eventuale confronto con sua madre? Ha provato a manifestare queste sue sensazioni a sua moglie in modo da attivare la sua alleanza nella gestione di questa situazione?
Consideri che dalla prospettiva di un bambino dell'età di sua figlia, è molto importante percepire che i genitori facciano fronte comune nell'affrontare una qualsiasi situazione.

Quindi, è consigliabile che lei affronti sua suocera insieme a sua moglie in modo da evitare etichette come "ostile e paranoico".

Per quanto concerne il rapporto con sua figlia, è consigliabile che lei mantenga le posizioni e lo stile genitoriale che ritiene più opportuno, evitando di menzionare sua suocera in senso dispregiativo.

Si concentri sulla relazione padre-figlia, incoraggiando, come sta già facendo, l'esternazione dei sentimenti e le manifestazioni d'affetto.

Può esserle utile un consulto psicologico individuale che la aiuti a comprendere meglio la situazione e ad orientare di conseguenza il suo comportamento.

Cordialmente

Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)