Sara  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 04/07/2018

Agrigento

Ragazzino di 12 anni con problemi

Cari dottori, ho 34 anni e sono laureata in Ingegneria. Sto facendo ripetizioni di matematica ad un ragazzino di dodici anni che ha finito ora la prima media. Apparentemente non ha problemi di apprendimento, ma sembra rassegnato ad essere un perdente (non saprei come descriverlo meglio). Quando gli chiedo se vuole fare qualcosa o approfondire un argomento, lui alza le spalle come per dire “per me è indifferente”.
Conosco molto bene la famiglia ed io penso che il problema sia proprio lì: ha una sorellina di 5 anni che gli dà il tormento. È molto viziata, fa molti capricci e lei se ne approfitta per far ricadere sempre le colpe sul fratello maggiore, i genitori lo rimproverano di continuo. Ad esempio, capita che lui è seduto su una sedia e la sorella comincia a dargli fastidio perché anche lei deve sedersi lì, anche se ci sono altre sedie libere. Lui all’inizio fa resistenza, ma poi la sorella comincia a piangere e i genitori, invece di rimproverare la piccola, fanno alzare il grande. Nonostante lui non sia d’accordo e riconosca il suo diritto di stare su quella sedia, i genitori alzano la voce dicendogli di stare zitto e lasciare in pace la sorella!
Inoltre, da ciò che raccontano i genitori, a scuola è svogliato e sembra non avere interesse per niente in particolare. Loro vorrebbero che si appassionasse a qualcosa, come uno sport o un hobby, ma il ragazzino non vuole fare niente, come se temesse di iniziare qualcosa di nuovo per scoprire che poi non sarà in grado di farlo alla perfezione e dare una delusione ai genitori.
Io mi sono offerta di fargli qualche ripetizione, più che altro per dargli fiducia e fargli capire che in fondo non è così stupido come pensa. Oggi però sono rimasta un po' scioccata perché, mentre stavamo facendo le equivalenze, che comunque riusciva a calcolare perfettamente, ha avuto problemi a scrivere la lettera g di “grammi”. Non si ricordava come si scrivesse, poi l'ha scritta al contrario (con la pancia dal lato opposto) e alla fine gli ho detto di ricopiarla dalla stessa che era scritta sul libro, ma ha avuto comunque difficoltà. Non è un ragazzino che sta sempre con il cellulare in mano, anzi non ce l'ha proprio, quindi ho escluso un problema di dimenticanza della scrittura ed ho pensato ad un problema di dislessia o qualche disturbo di tipo psicologico. Sinceramente vorrei parlare con i genitori di questa situazione, ma non so come affrontare l’argomento e perciò ho pensato di chiedere un consiglio a voi su come potrei comportarmi per aiutare il ragazzino.
Grazie per questo servizio e per le vostre eventuali risposte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 05/07/2018 - 13:04

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Sara,
Innanzitutto volevo rimandarle la mia impressione sul suo racconto: denota una sua grande sensibilità e acutezza nell'osservazione, nonché competenza didattica e formativa.
Detto ciò, riguardo alla sua domanda, considerando che conosce bene la famiglia, può provare a sottolineare le sue impressioni sul bambino enfatizzando le potenzialità che ha riscontrato in lui.
Percepisco dal suo racconto che lei sia dotata di buone capacità d'analisi che le consentiranno sicuramente di valutare cosa sia più opportuno dire nel momento in cui si troverà di fronte ai genitori.
In ogni caso, può esserle utile riflettere sul significato che attribuisce a questo suo eventuale intervento in favore del bambino. Cosa ha attivato in lei la situazione in generale?Come mai percepisce la necessità di intervenire?
Infatti, in questi casi, è importante mantenere un contatto anche con le proprie emozioni e sensazioni che, se opportunamente accolte e ascoltate, possono essere dei preziosi alleati nella valutazione di ciò che sia meglio fare o dire.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)