Giulia  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 26/06/2018

Asti

Come gestire situazioni delicate?

Salve, sono una ragazza di 25 anni e scrivo per una dritta su come comportarmi in una situazione delicata .
Sono nata e cresciuta con un amico che considero come un fratello.
Purtroppo da piccolo ha dovuto affrontare situazioni familiari difficili per via del comportamento della madre che si é allontanata da casa con un altro uomo lasciando lui e il resto della famiglia.
Dopo anni e anni ( circa 10) tra avvocati psicologi la situazione é stabile ma rimane l’odio.
Nonostante sapessi benissimo la situazione per vie traverse , e nonostante la confidenza che abbiamo , non me ne aveva mai parlato fino ad ora.
Ha pochissimi rapporti con lei e prova proprio odio nei suoi confronti.
Vorrei aiutarlo ma non so come comportarmi perché ho paura che parlando posso sbagliare e ferirlo . ma so anche che vivendo con questo odio ,considerandola come fosse morta , non affronterà mai il problema è ogni comportamento della sua vita e relazione verrà sempre condizionata da questo .
Che consiglio posso dargli per aiutarlo ad affrontare un po’ di questo odio ? Magari sperando in un riavvicinamento futuro nonostante il danno c’é e rimarrà tale ...
Grazie in anticipo

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 27/06/2018 - 12:29

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Giulia,
innanzitutto vorrei manifestarle la mia approvazione rispetto alla sua spinta a prodigarsi verso il suo amico, che denota una sua spiccata generosità e sensibilità verso le sofferenze altrui.
Detto ciò, può affontare la questione analizzandone diversi aspetti: cosideri che manifestare interesse e/empatia per le sofferenze altrui rimanda ad una nostra sensibilità, ma anche alle nostre fragilità e debolezze, i punti che ci fanno soffrire nel momento in cui veniamo in contatto con i probelmi altrui. quindi è utile per lei chiedersi cosa attiva in lei la problematica del suo amico, cosa teme possa accadergli se non si riavvicina a sua madre? quali vissuti rievoca in lei la situazione del suo amico? cosa rappresenta per lei, in generale, la figura materna? Concordo assolutamente sull'importanza di riavvicinarsi a lei, ma è fondamentale anche rispettare i tempi del suo amico ed il risentimento/rabbia che comprensibilmente immagino provi verso sua madre.
Quindi, ciò che può fare, contemporaneamente all'ascolto di sè stessa, è continuare a stare vicina al suo amico, mostrando comprensione ed empatia, così come ha già fatto fin'ora. Questo atteggiamento di accoglienza rappresenta di per sè un valido aiuto con valenza anche terapeutica che può predisporre il suo amico ad un avvicinamento futuro verso sua madre.

Un caro saluto

Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 27/06/2018 - 09:54

Gentile Giulia,
Non puoi eccessivamente farti carico della situazione e parlare con un'amica potrebbe per lui non essere sufficiente.
Forse potresti consigliargli di rivolgersi ad uno psicologo per un percorso diverso da quelli intrapresi finora per questioni legali. Parlare con un estranio professionista potrebbe aiutarlo.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott. Paolo Zandomeneghi Inserita il 27/06/2018 - 15:08

Gentile Giulia,

ammiro la sua sensibilità, e concordo tuttavia con entrambe le colleghe che hanno risposto prima di me. Da una parte, per essere d'aiuto al suo amico, deve essere completamente consapevole della motivazione sua personale ad aiutarlo (cosa significa per me aiutare lui?). D'altra parte sono convinto anche che non possa farsi carico lei della possibile soluzione al problema del suo amico. Può esserle vicina in modo empatico, quando lui vorrà aprirsi, se lui vorrà aprirsi, saper ascoltare senza voler cambiare per forza le cose è importantissimo.

Cordiali saluti,

Dott. Paolo Zandomeneghi