alessia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 18/04/2018

Agrigento

Ansia depressione e cannabis

salve, sono una studentessa universitaria che sta cercando di dare un taglio alle canne.
Ho provato più volte a smettere da sola, ma senza grossi risultati perchè i miei amici e coinquilini fumano dalla mattina alla sera... al momento sono vincolata a vivere con loro da un contratto di locazione, altrimenti avrei pensato ad un trasferimento istantaneo perchè è veramente frustrante provare e fallire. so che è colpa mia e della mia scarsa forza di volontà, so che dovrei essere più forte per vincere il problema...ma non ci riesco.
Mi è capitato di restare da sola in casa per più di una settimana e in quei casi, gli esperimenti del rallentare gradatamente fino a smettere hanno funzionato! tornati i miei coinqilini ho continuato l'astinenza per un paio di giorni, ma poi ci sono ricaduta...
Ho problemi di ansia e depressione e negli anni ho notato che la cannabis mi ha aiuta parecchio, ma non ho intenzione di continuare a farne uso perchè mi annulla come essere umano...sono contro i farmaci perchè in famiglia li prende mia nonna per via della sua depressione e ne è schiava da 30 anni e oggi non sente più nemmeno gli effetti...
Spero che l'essere seguita da uno psicologo possa aiutarmi a trovare i miei equilibri.
Non avendo le possibilità economiche per andare da un privato, mi chiedevo se, andando al consultorio a raccontare che mi faccio le canne, rischio che mi costringano ad andare al sert? rischio qualunque problema legato al fatto che l'assunzione è illegale?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 18/04/2018 - 21:19

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buona sera Alessia,
la questione che lei pone presenta diverse criticità che cercherò di analizzare in base agli elementi che ha fornito.
Innanzitutto le posso confermare che l'intenzione di ridurre o smettere l'assunzione di cannabis è un lavoro faticoso che risulta notevolmente appesantito se, come nel suo caso, si è costretti a frequentare altre persone che ne sono dipendenti. Quindi, alla sua volontà è necessario associare alcuni accorgimenti pratici, tipo ridurre, per quanto le è possibile, i contatti con i suoi coinquilini mentre la assumono.
Concordo con lei quando dice che l'assunzione di cannabis "annulla come essere umano" anche perché riduce gradualmente il numero dei neuroni, quindi è un danno tangibile di cui penso sia già a conoscenza. Inoltre, tengo a precisare che la cannabis non aiuta ad affrontare i sintomi d'ansia, quanto piuttosto da l'illusione che scompaiano perché intorpidisce la nostra coscienza e ha un effetto sedativo inibente che non è certo di aiuto per l'elaborazione dei contenuti affettivi.
Per quanto concerne i farmaci, comprendo la sua posizione di rifiuto considerando l'esempio di sua nonna. A tale riguardo posso dirle che una corretta terapia farmacologica non può perdurare così a lungo e necessita di continui controlli finalizzati proprio ad una graduale riduzione e poi cessazione nell'assunzione dei farmaci. Quindi, se può, verifichi se sua nonna è seguita in questo senso, in moda da salvaguardare la sua salute psicofisica.
Infine, se chiederà aiuto al consultorio è probabile che la inviino al sert, il contesto terapeutico più adeguato al suo problema, questo è il rischio che corre: ricevere cure adeguate ed un supporto psicologico specializzato che l'accompagni in questo percorso.
Pertanto, ciò che deve fare ora è semplicemente valutare il suo livello di motivazione nell'affrontare questo percorso.
Un caro saluto
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma)