Serena  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/04/2018

Foggia

Scarsa autostima, serve uno psicologo?

Sono sempre stata una ragazza estremamente timida e penso che la cosa derivi da un'autostima non proprio altissima. Mi sento insignificante, poco interessante, goffa e ridicola. A causa di questa mia timidezza, ho sempre odiato dover essere a contatto con persone al di fuori della strettissima cerchia con cui mi trovo a mio agio (composta dai miei genitori, mia sorella, un'amica e il mio ragazzo), il pensiero di dover andare a lezione o uscire in comitiva con qualcuno mi terrorizza. Quando poi mi trovo nella situazione specifica magari sto anche bene, a parte quei pochi momenti in cui realizzo di trovarmi in presenza di altri e comincio a sentirmi stupida e oggetto del loro disprezzo, anche se poi razionalmente penso che loro non mi stanno neanche prestando attenzione. Per questo motivo ho un costante bisogno di essere rassicurata, soprattutto dal mio ragazzo, e vivo nel terrore che un giorno lui si stanchi e cominci a considerarmi una palla al piede.
Inoltre a causa delle mie insicurezze mi ritrovo spenta di ogni entusiasmo. Ho pubblicato un romanzo, ma dopo averlo fatto il solo pensiero di scrivere una riga (dovrei scriverne il seguito) mi angoscia, non riesco neanche a consultare la pagina delle vendite o persino il sito del mio editore. Non ho nessuna motivazione. Anche all'università, dove studio informatica (per me molto stimolante), non riesco ad intraprendere nessun progetto, mi sembra di avere tante idee ma non ho la forza e soprattutto la voglia di lavorare su niente.
Infine, a causa della mia scarsa autostima non riesco ad affermare le mie ragioni, ho sempre un comportamento passivo di cui, a mente lucida, mi pento; ma sul momento non riesco mai a dire quello che penso per paura che quella persona si allontani definitivamente da me.
Questo è a grandi linee quello che provo in quest'ultimo periodo, in cui ho visto accentuarsi la mia paura delle persone. Pur avendo più volte valutato l'ipotesi di consultare uno psicoterapeuta, non ho mai avuto il coraggio di prenotare un appuntamento, per paura di essere giudicata stupida per aver ingrandito una fragilità caratteriale che non ha nulla di patologico. Tuttavia desidero davvero che qualcuno mi dica se dovrei farlo oppure no.
Spero di essermi spiegata e di non aver fatto perdere tempo a nessuno.
Cordiali saluti.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Natalia Monti Inserita il 13/04/2018 - 08:59

Bologna
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Buongiorno Serena,
dalle sue parole emerge un forte disagio e appare combattuta. Sembra che da una parte riesca ad individuare con consapevolezza i meccanismi problematici, dall'altra parte a livello emotivo tende a minimizzare il suo vissuto, come se non fosse sufficientemente "patologico" da meritare attenzione. Il senso di inadeguatezza che prova le fa temere il giudizio altrui per il bisogno di conferme, e questo la blocca in diverse aree della sua vita.Una psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere le radici delle sue insicurezze, in modo da restituire loro un senso, e trovare una via che le permetta di sentirsi più libera nell'espressione di sé.

Cordialmente,
Dott.ssa Natalia Monti
Psicologa Psicoterapeuta (Bologna)

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/04/2018 - 08:50

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Serena,
Comprendo il suo timore di essere giudicata da uno psicologo e potrei scrivere qui molte cose che potrebbero aiutarla a comprendere come questa sua paura sia infondata. Ma credo che nella valutazione di questa possibilità, sia più importante per lei esplorare le emozioni associate ad un eventuale relazione terapeutica, considerando ciò che ha narrato rispetto alle sue difficoltà relazionali.
Inoltre, può esserle utile chiedersi come mai proprio in questo momento della sua vita percepisce la necessità di un aiuto, considerando che il disagio descritto perdura da anni.
Infine, che aspettative nutre riguardo ad una psicoterapia? Come si immagina la situazione?
Consideri che le nostre aspettative orientano le nostre scelte e anche la percezione di ciò che accade.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 17/04/2018 - 12:40

Buongiorno Serena, è stata chiarissima, probabilmente perché è già molto consapevole di quelle che sono le sue problematiche. A scopo esclusivamente informativo (forse può sembrare strano, ma non tutti lo sanno) le dico che la psicologia non si occupa soltanto di ciò che è patologico, ma anche di problematiche apparentemente più “quotidiane” come l’autostima oppure il miglioramento delle relazioni. Detto questo, la decisione è soltanto sua, nessuno può prenderla al suo posto.