Mattia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 06/03/2018

Agrigento

Lavoro e carriera

Salve,
mi sono appena laureato in laurea magistrale di ingegneria. Il mio problema è che sebbene questo dovrebbe essere un traguardo ammirevole nella società di oggi, a me invece non ha reso né felice né soddisfatto. Sebbene sia portato per l'ingegneria e le mie capacità tecniche mi permetterebbero di poter trovare lavoro facilmente, io non riesco ad effettuare il passo di andare a lavorare per ciò che ho studiato. Non voglio dentro di me, sacrificare molto del mio tempo per qualcosa in cui non credo. Ho sempre provato molta tristezza quando, all'università, si parlava di voler far carriera, di sacrificare tutto per un lavoro materialista come quello che andrei a fare. Mentre altre persone vedono la carriera come un obiettivo da conseguire, il mio obiettivo è vivere al meglio quel poco tempo che tutti abbiamo. Il problema è che non so se sbaglio a vedere, diciamo il lavoro aziendale, in maniera così grigia. E sto cercando libri, pensieri di persone che magari ci sono passati ma non sono riusciti a trovare aiuto.
Vedo la mia vita come giunta al termine della sua libertà di esprimersi e evolversi, come giunta al punto in cui deve fermarsi e adattarsi a spendere 45 ore settimanali per un lavoro il cui vero problema è lo scopo: la macchina bella? La casa grande? Alla fine sono sicuro che non saranno queste le cose che ricorderò, ma l'essersi espresso il più possibile nella vita e nelle relazioni e aver saputo godere delle cose semplici. Il problema è che è come andare controcorrente, ed è difficile trovare possibili soluzioni. Inoltre aumenta diciamo quella malinconia ed insicurezza di chi si trova ad affrontare da solo situazioni che potremmo definire ribelli (in controtendenza).
Ringrazio per qualsiasi aiuto; questa è una cosa che mi affligge, una domanda, un cambiamento così grande che vorrei compiere con le idee il più chiare possibile.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 07/03/2018 - 08:44

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Mattia,
Credo che la sua difficoltà possa riferirsi ai vissuti che le suscita la condizione di lavoratore/professionista in generale. Cosa teme in particolare?
Accedere al mondo del lavoro in generale segna un passaggio fondamentale nella vita,e' una svolta non solo di carriera,ma anche esistenziale. Quindi credo che sia opportuno per lei indagare i suoi vissuti rispetto ad un'eventuale cambiamento nella sua vita. Come si sente rispetto ai cambiamenti in generale?
Come mai individua il lavoro in un'attività finalizzata solo ad ottenere altro (macchina,casa) e non fonte di soddisfazione in sé, per la sua realizzazione personale?
Come vede,ci sono molti interrogativi a cui dare una risposta per poter affrontare ciò che le procura sofferenza.
Cordialmente
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Chiara Beghin Inserita il 07/03/2018 - 13:53

Buongiorno Mattia,
davvero grazie. Finalmente qualcuno che si chiede davvero per cosa vale la pena vivere e quali sono le cose davvero importanti per lui. Mi sembra che Lei abbia le idee abbastanza chiare e non voglia nè sprecare i suoi talenti nè il suo tempo. Ora i problemi sono molteplici: quale lavoro Le permetterebbe di mettere al servizio del mondo le Sue capacità esprimendosi e allo stesso tempo facendo qualcosa in cui crede? Come comunicarlo alla sua famiglia e trovare qualcuno che l'aiuta? Io Le consiglierei qualche incontro con uno psicologo psicoterapeuta che potrebbe aiutarLa nelle relazioni e nel capire quale lavoro potrebbe fare al caso suo. Perchè il rischio è quello di impantanarsi e sarebbe davvero un peccato.
Un grosso in bocca al lupo,
dott.ssa Chiara Beghin
psicologa psicoterapeuta di Padova