Giorgio domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 14/10/2016

Varese

Un terribile periodo

Salve a tutti.
Sto soffrendo di ansia e depressione costante e cerco di reagire, ma in questo momento e molto difficile causa la situazione che mi sono trovato. Per molteplici situazioni sia nel campo lavorativo dove per la chiusura dell'azienda famigliare per futili motivi, e la mia età non sono più riuscito a trovare niente anche se costantemente effettuo ricerche sia personali che tramite agenzie. I conoscenti poi sono spariti tutti! Mi rendo conto che ho sviluppato sensi di colpa che vengono fuori per la qualsiasi cosa e non mi danno pace interiore. Anche nel lato sentimentale (sempre per queste cause anche se prima o salteranno fuori a chi frequento), non riesco ad avere pace con i sensi in quanto vorrei trovare un po' di stabilita interiore e non pensare che per questa cosa non socializzerò mai con una mia amica! Come posso eventualmente superare tutto ciò e tornare ad essere sereno?
senza avere pregiudizi negativi di chi mi circonda in modo errato visto la mia situazione?!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Pietro Artusi Inserita il 15/10/2016 - 06:18

Caro Giorgio, perdere il lavoro è doloroso, specialmente se ci si trova costretti a chiudere l'azienda di famiglia. Alla fisiologica sensazione di perdita può in questo caso, ancora più che in altri, sorgere un forte senso di colpa, per non esser stati capaci di portare avanti quello che era stato messo in piedi. Ora, vediamo di usare al meglio questo spazio scritto per lenire un po' le ferite. Tenga presente che questo spazio di Domande e risposte non può sostituire un bel colloquio in studio.
Dunque, lei scrive di "sensi di colpa che vengono fuori per qualsiasi cosa". Il senso di colpa si manifesta alle seguenti condizioni:
1) quando riteniamo di aver compiuto un'azione dannosa -o addirittura cattiva- verso qualcuno
2) quando ci riteniamo responsabili di ciò che abbiamo fatto, o come minimo responsabili di non esser stati capaci di evitarlo ("avrei dovuto capirlo" / "avrei dovuto saperlo").
Si domandi, Giorgio:
- quant'è la sua responsabilità nell'aver chiuso l'azienda famigliare? Quant'è sul totale, considerando la situazione di crisi globale in cui tutti ci troviamo? E qual è la situazione produttiva della zona di riferimento? è stato un caso isolato, il suo, in Italia o nella zona in questione? è sicuro che sia tutta sua responsabilità, e che non ci sia niente di oggettivamente difficile in questo momento e in questo luogo, nel qui ed ora?
- è sicuro che avrebbe potuto evitare ciò che è accaduto? Come avrebbe fatto ad evitarlo, a cambiare le sorti di qualcosa che solo in parte dipendeva da lei? Crede davvero che se avesse potuto evitarlo non l'avrebbe fatto?

Spesso ci sentiamo in colpa. Ma sentirsi in colpa non vuol dire essere colpevoli. Non confondiamo la colpa (ci vuole un tribunale e un giudice per questa) col senso di colpa (che viene dal nostro senso di responsabilità, che spesso amplifichiamo).