Melania domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 23/09/2016

Napoli

Pressioni e pesantezza

Ciao,sono una ragazza di 19 anni e da più o meno un anno il mio umore è quasi perennemente pessimo.
Mi sono iscritta all'università convinta di dare il meglio di me ma dire che il primo anno è stato disastroso è dire poco.
Principalmente credo sia dovuto al fatto che sento di non avere la testa "libera", "leggera". Insomma non trovo concentrazione perchè tutto ciò che mi attornia non è minimamente come vorrei e non voglio niente di che,solo qualche volto sereno. Mia madre,credo sicuramente,è in una forte depressione,dice continuamente di volerla far finita e a sua detta è sì viva ma è già morta e tutto(o quasi)ciò credo sia dovuto al fatto che mio "padre" da anni fa una vera e propria violenza psicologica nei suoi confronti. Noi figli le abbiamo detto più volte di ribellarsi ma lei,nonostante continui a lamentarsi,non fa nulla e credo sia molto molto confusa,persa,spaesata. In questo clima così pesante e teso ci siamo noi figli che non abbiamo il men che minimo rapporto con nostro padre e nostra madre,appunto in queste condizioni,è in uno stato vegetativo oserei dire. Dunque ci sono conflitti moglie-marito, padre-figli, e in un certo senso anche madre-figli poichè vorremmo una sua reazione. Tutto ciò ha ovviamente minato non solo il rapporto del nucleo familiare nella sua interezza ma anche il rapporto tra noi fratelli che ci vogliamo di certo del bene ma siamo finiti col chiuderci in noi stessi rendendo così casa solamente un luogo di "sosta" e per me CASA dovrebbe essere tante altre cose.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 28/09/2016 - 16:51

Buonasera Melania,
la ringrazio per aver voluto condividere in questa sede le sue emozioni e ciò che sta vivendo in famiglia.
La sua capacità di chiedere aiuto, di leggere le criticità che caratterizzano i rapporti tra lei ed i suoi familiari mi fa pensare che lei sia maturata in fretta e che adesso in questa specifica situazione si senta sola nel suo percorso di crescita.
Non avere dei punti di riferimento non fa che incrementare quel senso di disorientamento che può presentarsi di frequente nelle situazioni di cambiamento come potrebbe essere per l'appunto l'impegno universitario.
La tensione che caratterizza i rapporti tra i suoi familiari, l'arrendevolezza che lei ravvede in sua madre sono aspetti su cui non può intervenire direttamente.
Il mio consiglio è dunque di coltivare la sua capacità di riconoscere le proprie emozioni siano esse negative che positive, una ricchezza che le potrà servire sia nel caso decidesse di richiedere un aiuto ad un professionista che di continuare il proprio percorso con le proprie risorse.
Non esiti a contattarmi se ha bisogno di un confronto diretto.
Dr.ssa Claudia Campisi