Andrea domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 20/06/2016

Depressione, rabbia, angoscia, suicidio

Salve sono un ragazzo di 23 anni e vivo ancora con i miei genitori. Nella mia infanzia, quando io avevo 10 anni mia mamma ha tentato il suicidio, poi si è fatta ricoverare e dopo alcuni anni è riuscita ad uscire dalla depressione e ora sta bene.
Poi mio papà è stato sempre un pochino puntiglioso, chiuso, e non mi sono mai aperto con lui.
Questo per dire che il contesto famigliare può aver sicuramente contribuito a portarmi a ciò che adesso vivo come una sofferenza insopportabile.
Io non do colpa ai miei genitori, poiché penso che loro hanno fatto quello che hanno potuto.
Tutto è iniziato alla fine del 2007 quando, dopo essermi rotto un dito del piede, sono dovuto stare fermo per 6 mesi non potendo più giocare a calcio che era la mia passione; così non avevo più voglia di andare a scuola, poi ho cominciato a concentrarmi molto sul mio corpo, nel senso che non potendo fare attività fisica, avevo paura di ingrassare e quindi mangiavo in modo squilibrato(c'erano dei giorni in cui mangiavo pochissimo e dei giorni tantissimo)... poi a settembre 2008 dopo essere guarito ho ricominciato a giocare ma il calcio non lo vedevo più come un divertimento, un hobby, ma come una specie di ossessione, infatti mi ero messo in testa di voler diventare molto più bravo, di voler diventare un calciatore professionista e mi allenavo ogni giorno intensamente.
Tuttavia il rapporto con il cibo è continuato ad essere difficile: continuavo a mangiare male, saltavo i pasti, contavo ogni singola caloria che ingerivo.
Tutto questo è continuato fino a settembre del 2011 quando ho cominciato ad avvertire i primi problemi di stomaco, rutti che mi impedivano di giocare bene a calcio.
Poi qualche giorno dopo ho avvertito forti mal di pancia e sono stato ricoverato per qualche giorno con diagnosi di gastrite lieve cronica; dopo essere uscito dall'ospedale sono ritornato a scuola e mi sentivo molto male, continuavo a fare rutti, dovevo mettermi la mano davanti la bocca per non farmi sentire dagli altri, quindi ho girato per alcuni mesi tutte le farmacie per dei rimedi ma niente.
Così a novembre del 2011 mi è caduto io mondo addosso perché non mi passava più, ho pensato che non potevo più giocare a calcio, non potevo più avere relazioni, uscire con amici, avere una ragazza perché con questi rutti forti non mi avrebbero accettato; così mi sono molto arrabbiato per aver mangiato cosi male per tutti quegli anni, ho cominciato a deprimermi, a rinchiudermi in ne stesso e a pensare al suicidio.
Però mi sono fatto forza e sono andato avanti, non uscivo più di casa se non per andare a scuola, non facevo più attività sportiva, ho cominciato a leggere libri spirituali, a fare meditazioni, a concentrarmi sulle sensazioni del mio corpo, sul respiro, stavo rinchiuso anche due ore in camera ad occhi chiusi a meditare per cercare benessere e sono andato avanti così per 1 anno.
Poi non vedendo benefici, ad inizio 2013, ho ricominciato a fare sport: corsa, salti, bicicletta, nuoto, palestra, poi per 4 mesi mi rinchiudevo dentro la macchina a sfogarmi:piangere, urlare, bestemmiare, dire parolacce, pugni contro il cuscino sperando che queste cose mi aiutassero a buttare fuori tutte le emozioni represse e invece niente da fare.
Così ad inizio 2014 non sapendo più cosa fare, avendo tentato varie strade, ho deciso di andare al Centro psico-sociale e lì mi hanno dato una cura farmacologica che prendo tuttora, perché continuavo a pensare al suicidio, provavo costantemente paura di suicidarmi, angoscia, umore quasi sempre depresso, insoddisfazione, una sofferenza enorme, rabbia, un peso che poi mi dava anche sintomi fisici fastidiosi, come mal di testa, ancora mal di stomaco, rutti, ansia, stanchezza cronica, non riuscivo più a pensare, a ragionare, niente più mi coinvolgeva, nessuna sensazione positiva, mi sentivo e mi sento tuttora con tutto questo malessere, come se fossi talmente pieno di schifezza che non riesco più a far entrare niente di positivo, di buono che mi consenta di accettarmi, di guarire, di saper gestire tutto ciò, di rinascere, di VIVERE, di essere sereno, più libero dal male.
Poi sono stato da settembre 2014 fino a novembre 2015 da uno psicologo, ma niente anche lì.
Nell'ultimo anno ho provato a fare anche volontariato e qualche piccolo lavoretto anche se con molta fatica.
Da poco ho deciso di iniziare un percorso psicoterapico sperando in miglioramenti.
Io mi sono dato da fare, mi sono impegnato in questi anni, ma niente cambia e io sto cominciando a rassegnarmi, gli unici pensieri che ho sono negativi, di autocondanna per tutto quello che ho hatto, mi sento in colpa e vorrei sparire, non esserci più per non provare più tutto questo malessere insopportabile.
Non so più proprio cosa fare.
Vi ringrazio

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Elisa Bonfanti Inserita il 21/06/2016 - 09:29

Gentile Andrea,
nonstante lei abbia fatto un quadro abbastanza dettagliato della sua storia di vita e soprattutto della sintomatologia che l'ha accompagnata, ci sarebbero molti punti da approfondire per comprendere meglio da dove parte questo stato di malessere ma sopratutto su quali risorse poter puntare per stare meglio.
Dato che ha avuto la forza di chiedere supporto a uno Psicoterapeuta, provi a confrontarsi con lui in merito.
A disposizione,
Dott.ssa Elisa Bonfanti - Milano