Giulia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 26/02/2016

La situazione sta degenerando

Buonasera, ho 21 anni e soffro di bulimia ed autolesionismo da quando ne ho 14. Ovviamente prima non era grave la cosa, e andando a periodi non la consideravo neanche un pericolo. Adesso però la situazione sta degenerando. Diciamo che da sempre ho veramente una bassa autostima, non riesco assolutamente ad accettarmi per quello che sono, mi faccio un po' schifo se vogliamo dirla tutta. A 18 anni poi ho iniziato a frequentare un ragazzo che non ha fatto che peggiorare le cose, poiché mi ripeteva ogni giorno quanto fossi brutta, grassa, e in ogni caso peggiore della sua ex. Io mi sentivo comunque lusingata del fatto che lui stesse con me, e così ho lasciato correre per due anni e mezzo, poi ho deciso di lasciarlo. Dopo un paio di mesi ho incontrato un altro ragazzo, e boh, io lui l'ho sempre visto come il classico figone che non mi avrebbe mai considerata neanche di striscio, invece siamo stati insieme sette mesi. Io però mi sono sempre sentita inferiore, ho perso 12 kg sperando di piacergli, e ho nascosto il mio lato oscuro. Alla fine mi ha lasciata comunque perché non c'era di più, e io l'ho presa molto male, non riuscivo a pensare che fosse semplicemente così, doveva per forza essere colpa mia che avevo qualcosa che non andava. E allora ho ricominciato con i tagli, il vomito, i digiuni, e mi sono chiusa sempre di più in me stessa, tanto che non ho più voluto vedere nessuno per un po'. Ora passo le giornate a letto s pensare a quanti tutto faccia schifo, e sapendo che nessun altro ragazzo sarà mai così per me. È piuttosto superficiale come pensiero in effetti, ma non riesco a smettere di pensarci, come a dire: hai avuto la tua occasione e te la sei giocata male. Lui l'ho rivisto un paio di volte, continua a dirmi che mi stima molto e che non mi ha assolutamente lasciata perché mi mancasse qualcosa, ma io non riesco a credergli. Per di più l'altro giorno mi ha chiesto se volessi diventare la sua scopamica perché gli mancavo ma non poteva darmi di più. Io ho rifiutato perché mi avrebbe fatto troppo male, ma sto tutt'ora malissimo perché mi sento umiliata e considerata come un oggetto. Vi sto scrivendo perché dopo quella conversazione sono tornata a casa e mi sono tagliata con una rabbia che non pensavo fosse possibile, e ho esagerato. Era troppo sangue, e non vedevo più una via d'uscita. La vita, ma non solo la mia in generale, mi sembra vuota e priva di significato, un alternarsi di situazioni temporanee che non portano a nulla. Legarsi ad una persona per poi vederla andarsene, perché è quello che succede in ogni caso, che senso ha? Studiare, crearsi una carriera, per poi diventare comunque un vecchio incapace di intendere o di volere invece? Sono entrata in un tunnel terribile dal quale non riesco più ad uscire, sto toccando il fondo credo, non so cosa fare.

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Dott. Enzo Battaglino Inserita il 26/02/2016 - 12:36

Buongiorno Giulia,
da come si racconta, sembra che abbia chiara la 'diagnosi' della sua sofferenza: ha seguito un percorso di cura in passato? E nel presente? Le sue parole mi sembra raccontino di una grande sofferenza, se cercassi un'emozione prevalente mi verrebbe da dire che sia arrabbiata, sia per l'andamento delle relazioni di cui scrive che per un futuro per il quale non sembra vedere prospettive e, soprattutto, motivazioni a trovarne. Dice di non sapere cosa fare, ma intanto ci ha scritto , forse dal letto: ed è già un passo importante. Nella mia esperienza, spesso sono le grandi crisi a spingere, pur con molta fatica, verso direzioni nuove. Intraprendere un percorso terapeutico potrebbe essere troppo? Ci sono centri e professionisti specializzati che potrebbero aiutarla a riprendersi la sua vita: finché si attribuirà la colpa per le delusioni, certamente sarà difficile pensare di poter aspettarsi qualcosa (e qualcuno) di buono per lei.