anna domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 05/02/2016

Padova

Dentro di me sento che qualcosa si è spezzato

Buongiorno cari dottori,
scrivo perché non so come affrontare questa situazione e sono in difficoltà. Forse non è una situazione grave, ma capisco che c'è qualcosa che non va e anche se ho capito da dove nasce la mia angoscia o meglio le mie angosce non so come porvi rimedio.
Dentro di me sento che qualcosa si è spezzato, o meglio che regolarmente sembra sistemarsi ma poi si spezza di nuovo. Qualche mese fa conobbi un ragazzo, pensavo fosse quello giusto perché era come me lo immaginavo, dolce affettuoso e stimolante, la frequentazione è stata obiettivamente breve, un mese, ma le sensazioni che ho provato pensavo non le avrei mai più provate in vita mia. Per farla breve lui cambiò idea repentinamente perché preferì pensare alla sua vita che lo porta per lavoro in giro per il mondo, mi disse anche (cosa inquietante) che spesso gli succede di creare le cose nella sua testa e poi distruggerle (nelle relazioni con le donne). E da un lato, sentendo queste parole, avrei dovuto tirare un sospiro di sollievo ma dall'altra parte la testa continua a pensare alle emozioni che provai e che temo di non provare mai più. Temo di trovare sempre persone che mi abbandoneranno (è già successo altre due volte).
Il fatto ora è che per lavoro (in realtà è una passione che forse può diventare un lavoro) sono circondata da persone che me lo ricordano, amici in comune, e non riesco per questo motivo a togliermi definitivamente il suo ricordo dalla testa.
Il primo problema è che Non so cosa fare, se devo mollare questo “lavoro” o continuare e stringere i denti anche se dentro di me risuona regolarmente il ricordo di quel fallimento e di quella persona che mi ingannò, procurandomi crisi di estrema negatività e pessimismo.
In aggiunta sono in una fase della mia vita dove sto terminando un percorso di studi, e dal momento che gli impegni saranno serrati fino al periodo estivo non ho il tempo di avere contatti sociali. La verità è che mi sento sola, sento che sto impazzendo, che i miei problemi si ingrandiscono ma non ho tempo per uscire, e non mi va di sfogare le mie angosce sugli amici più cari, sanno già che sono depressa per quella storia andata male e non voglio far vedere che sono ancora impantanata in questo stato d’animo deprimente perché non mi va di annoiarli con gli stessi discorsi.
Inoltre non è così che voglio essere, vedo sempre nero, se penso ai ricordi della mia vita mi ricordo soprattutto le cose brutte, non riesco a sorridere, e se lo faccio mi sento quasi in colpa. Sento che non sto trattando bene le persone che mi vogliono bene, come i miei genitori; mi sveglio la mattina e mi giro sull’altro fianco perché non capisco quale sia il senso della mia vita e questa cosa mi pesa. Non ho il coraggio di ammazzarmi ma a volte penso che sarebbe un’ipotesi perché non sto vivendo come vorrei.
Inoltre non so se è normale ma ho la costante sensazione del tempo che passa, mi dico “ecco questo momento che sto vivendo fra poco non tornerà più indietro” e questo pensiero incrementa le mie ansie perché non so dove sto andando, mi manca un piano, un progetto a lungo o breve termine. Gli unici progetti che ho sono gli esami e la tesi, ma seppure certe tematiche siano piacevoli da studiare non mi entusiasmano come il sapere quale sia il mio scopo . So cosa non voglio fare ma non ho la più pallida idea di dove stia andando. A volte vorrei prendere e mollare tutto, fare un viaggio di 1, 2 o 10 mesi e vedere il mondo, imparare altre lingue, conoscere persone nuove, e sperare così di rasserenarmi e di fare chiarezza nella mia testa. Non voglio scappare ma vorrei prendermi una pausa, staccare, ma non posso ora.
Devo specificare che sono una persona con un forte senso del dovere e questo mi ha portato ad essere determinata e portare a termine tutti i percorsi iniziati anche arrivando ad avere delle crisi d’ansia durante il percorso.
Ho 26 anni ma sento continuamente di essere vecchia per certe cose, per certe scelte, per cambiare rotta. Non ho ancora trovato una persona adatta a me e il tizio che conobbi pensavo e forse penso ancora che fosse il mio “ultimo treno”. Ho paura di non trovare nessuno che mi voglia veramente bene e che sia sincero, temo di continuare a non distinguere le persone che ho davanti perseverando nella mia ingenuità e fidandomi delle parole.
Se potete darmi un consiglio/parere vi ringrazio

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 07/02/2016 - 20:34

Gentile Anna,
ho notato alcune parole particolari nel suo racconto. Le parole "fallimento", "inganno", "abbandono", ad esempio.
Le vorrei chiedere se esiste la possibilità che due persone si lascino senza che vi sia l'ipotesi che, per nessuno dei due, sia stato un fallimento. E se tutte le persone che si lasciano si "abbandonano". O se lasciarsi debba prevedere solo l'inganno.

Le sto facendo queste domande per dirle che esistono significati diversi. E a volte tendiamo a vedere tutte le storie come se fossero uguali, con gli stessi significati, magari perché sono quelli che più temiamo.

Le domande che si pone, la negatività che la sta facendo soffrire, il fatto di non riuscire a vedere nè a stabilire un progetto, sono parte di un problema che ha radici nel passato. Di cui Lei non ha colpa.

Sono cose che si risolvono e si ritrova la forza e la leggerezza che servono per vivere in maniera serena e soddisfacente, ma Lei deve assumere un impegno con se stessa.
Deve impegnarsi a cambiare i significati e le emozioni che sta associando alle esperienze che sta avendo, servendosi di uno psicoterapeuta.

Il consiglio che mi chiede è quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona.
E' un impegno che deve assumere con e per se stessa.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino