Gianfranco domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 07/01/2016

Modena

Dovrei chiedere aiuto?

Ciao! Ho 23 anni e da sempre l'ansia, la tristezza e i pensieri ricorrenti e intrusivi hanno fatto parte della mia vita, a volte sono diventati quasi invalidanti, per brevissimi periodi, però ho la fortuna di avere dei buoni genitori che solo consigliandomi di mantenere la calma e di razionalizzare mi hanno quanto meno insegnato artigianalmente un metodo per rimanere tranquillo. Ci sono stati in egual misura, momenti di totale spensieratezza e felicità nella mia vita e momenti un po' bui, ma in generale è sempre una piccola lotta quotidiana con l'ansia o lo stress, non so neppure come chiamarlo. Quella sensazione assurda che se non ho un obiettivo nella vita, anche solo non sapere cosa fare il giorno dopo mi rende triste. Vi chiedo consiglio perché io ho avuto diverse relazioni amorose nella vita e sempre, letteralmente sempre, forse con l'unica eccezione della primissima relazione, a un certo punto, per quanto mi piacesse la mia lei, mi pervadeva questa terribile sensazione del "devo lasciarla, forse non la amo abbastanza, anzi forse mi da fastidio". Inutile dirvi che a un'analisi razionale, soprattutto in questa relazione in cui ho avuto la forza di non idealizzare la mia lei e quindi di innamorarmi di lei in quanto tale e non in quanto la persona che vorrei che fosse, mi trovo a pensare di essere fortunato ad averla accanto, mi piace, è intelligente e mi sentirei realmente bene a sapere che possa diventare una relazione duratura con un lungo futuro. Non dico di non accettare il fatto che questa "vocina" intrusiva non abbia un fondo di verità, però io mi chiedo, perché? La tristezza e l'ansia che mi fa venire questa sensazione è paragonabile ad altri argomenti che mi hanno assillato nella vita in passato, la paura di prendere delle malattie, che è passata semplicemente pensando che le probabilità di ammalarmi sarebbero state identiche se io fossi stato chiuso dentro una caverna o che io abbia vissuto una vita normale, o l'ansia e la tristezza ASSURDA che ebbi a 15 anni che consisteva nella paura che sarei arrivato a uccidermi, sia chiaro, non ne avevo nessuna intenzione, non era un periodo particolarmente felice ma ero semplicemente terrorizzato di poter in qualche modo uccidermi o ancora l'ansia di far male a qualcuno che ho intorno, di diventare un pedofilo. Tutte cose lettaralmente assurde, però a volte, nella vita, sono cose che mi hanno tormentato. Sono sempre riuscito a gestirle da solo, a dire il vero, ma l'ostacolo più grande è sempre stato pensare che per quanto irrazionali, questi pensieri avessero un qualche fondo di verità. Inoltre sono pensieri che in poco tempo mi fanno sentire una tristezza abbastanza profonda che prima o poi, passa.
Un altro sintomo particolarmente strano è che a volte mi viene tristezza il giorno dopo una serata lunga, questo se vogliamo è proprio incredibilmente stupido, però quando torno tardi, magari ubriaco, il giorno dopo sono tristissimo e l'anello di congiunzione tra queste due cose è che la "depressione" del giorno dopo una lunga serata ha acceso il LOOP del "forse non la amo".
Finchè si trattava di combattere con la paura delle malattie non ho mai pensato di andare da uno psicologo, ma la paura che questa ossessione del non amare più la mia lei abbia un fondo di verità mi fa molto paura perché a me lei piace molto e non voglio rovinarmi la vita da solo. Non voglio che questa voce abbia un fondo di verità, soprattutto perché mi rifiuto di pensare che quella che reputo la donna della mia vita il giorno prima, il giorno dopo diventi una persona che mi fa venire l'ansia all'idea di vederla. Non posso essere così fuori di testa.
Anche quando cerco di combattere questi pensieri, sento dentro di me tristezza, quella che non mi da la forza di combatterli per bene. Oppure è la tristezza per la consapevolezza dentro di me che so che lasciarla sarebbe la cosa giusta? È possibile una follia del genere?
Purtroppo non ricordo come nelle altre storie quest'ansia sia passata, nè se sia passata se non ricordo male semplicemente l'ho sepolta e questa col tempo mi ha creato tanta frustrazione.
Nelle storie precedenti a un certo punto diventavo possessivo e sospettoso, sapevo di starlo facendo, sapevo di sbagliare, ma ero terrorizzato all'idea di essere tradito. Il vero casino è successo quando ho imparato a non essere più possessivo e geloso con una persona a cui volevo e tutt'ora voglio tanto bene e nel frattempo questa, la mia ex, mi ha tradito numerose volte, buttando all'aria tutto il lavoro che avevo fatto su me stesso.
Insomma, bel casino eh? Avrei ancora tanto altro da scrivere ma non credo sia la sede adatta.
Fondamentalmente sono diventato un maestro a controllare l'ansia però sinceramente sono stanco, voglio che sparisca perché è una tortura non uscire il sabato sera nel momento in cui scopro che si tornerebbe a casa alle cinque o farsi venire l'ansia perché mi aspetta un lungo viaggio in macchina o qualsiasi altra cosa quotidiana e banale. È stupido vivere così e vorrei risolvere, che faccio, vado da uno psicologo? La mia più grande paura è che un giorno la tristezza arrivi ma non se ne vada più. Se può essere utile gli episodi di tristezza profonda sono durati al massimo due mesi, con al loro interno alti e bassi, ma in media, da anni, durano pochissimi giorni, a volte anche solo uno. Magari è un dato utile per rispondere alla mia domanda, non so.
Grazie in anticipo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Camilla Ponti Inserita il 07/01/2016 - 15:30

Milano - Magenta, Sempione
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Buongiorno Gianfranco,
la sua richiesta dettagliata mostra una sua buona consapevolezza rispetto ai suoi vissuti, tutta però centrata sugli aspetti razionali, come dice di aver imparato a fare per gestire l'ansia.
Quando si presenta l'ansia, questa rappresenta il campanello d'allarme di qualcosa che non va, qualche aspetto del problema che non abbiamo tenuto in considerazione.
L'ansia è come un grillo parlante che ci dice che stiamo vivendo solo in parte le situazioni della vita, appunto con la "testa" e poco con la "pancia".
Io le suggerisco di chiedere aiuto si ad un terapeuta, se possibile cognitivo comportamentale, perchè vale davvero la pena di conoscere altre modalità per affrontare e gestire le emozioni che sono la parte centrale della nostra vita.
Dalla mia esperienza le dico che la terapia è molto efficace e in circa un anno\due si sta davvero molto bene, l'ansia non sparisce (non deve sparire!!! è molto utile in misura giusta!!), semplicemente si impara a gestirla, come si gestisce la tristezza o la rabbia, prima sentendole, riconoscendole, poi modulandone l'intensità.
Per qualunque altra informazione mi contatti pure
info@camillaponti.it
grazie buonasera
dott.ssa C Ponti