Salve Riccardo, capisco le tue parole e posso immaginare la tua difficoltà nel condividerle qui con noi. Non è semplice riconoscere e mettere in parole una difficoltà così profonda, e il fatto che tu lo stia facendo è già un primo passo molto importante. Quando qualcuno dice “non ho personalità”, di solito non significa davvero non avere una personalità. Ogni persona ce l’ha. Più spesso questa espressione viene usata per descrivere la sensazione di non riuscire a contattare i propri desideri, i propri bisogni, le proprie opinioni, oppure la difficoltà a sostenerli nelle relazioni con gli altri per paura di deludere, essere rifiutati o creare conflitto.
Essere molto condizionati dagli altri può avere diverse origini: a volte nasce in contesti familiari in cui non c’era spazio per esprimersi liberamente, in cui ci si sentiva accettati solo adattandosi, compiacendo o mettendo da parte sé stessi. In questi casi, con il tempo, si impara a “funzionare” in base alle aspettative altrui, perdendo il contatto con ciò che si sente davvero. Questo non è un difetto di carattere, ma una strategia di adattamento che un tempo probabilmente è stata necessaria. La difficoltà a esprimere i propri bisogni non indica debolezza, ma spesso una forte attenzione all’altro, accompagnata però da una scarsa considerazione di sé. Il problema è che, alla lunga, questo può portare a frustrazione, confusione, senso di vuoto o alla sensazione di non sapere chi si è davvero. Per iniziare a lavorare su questo aspetto, alcuni passaggi possono essere utili:
- imparare a riconoscere ciò che provi, fermandoti a chiederti “cosa sento io?” prima di “cosa si aspettano gli altri?”;
- distinguere tra il bisogno di essere accettato e il diritto di avere un’opinione diversa;
- osservare quali persone o situazioni ti fanno sentire più annullato e quali invece più libero.
Inoltre, un percorso di sostegno psicologico può aiutarti molto a ricostruire gradualmente il contatto con te stesso, a dare valore ai tuoi bisogni e a sviluppare una maggiore autonomia emotiva. La terapia non serve a “creare” una personalità, ma a ritrovare e rafforzare quella che già c’è, ma che per vari motivi è rimasta in secondo piano. Sappi che non sei sbagliato e non sei vuoto. Stai semplicemente iniziando a farti delle domande su di te, e questo è spesso il primo vero atto di personalità. Resto a tua disposizione per qualsiasi necessità o approfondimento. Un carissimo saluto.