Lina  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Agrigento

Bisogno di aiuto o solo capricci?

Sono una donna di 33 anni, non ho famiglia a carico e ho un rapporto sereno con la mia famiglia. Vivo all’estero da diversi anni, da poco più di un mese ho cambiato nuovamente città e mi sono trasferita per lavoro in un Paese dove non avevo nessun tipo di contatto pregresso. L’anno scorso sono stata licenziata e per mia decisione (dettata anche dall’idea di voler cambiare percorso professionale) sono rimasta in disoccupazione fino al mio recente trasferimento.
In generale, mi ritengo soddisfatta della mia vita e riesco ad essere “funzionale” in vari aspetti: lavoro, amicizia, situazioni nuove.
Il motivo per cui oggi ho deciso di scrivere qui, è perché in questi mesi che ho avuto modo di stare “con me stessa”, una volta venuta a mancare la routine dettata dal lavoro, mi sono accorta di alcuni meccanismi che metto in atto quando mi trovo in situazioni di possibile vulnerabilità.
In particolare, quanto riguarda l’aprirmi nei confronti di un altra persone (a livello intimo/romantico), ma anche nel verbalizzare a persone anche amici come mi sento e/o chiedere aiuto.
Ho notato e mi hanno fatto notare, che molto raramente do’ voce ai miei bisogni… di conseguenza, mi sono accorta che io stessa faccio molta fatica ad identificare i miei bisogni, vivendo quasi perennemente in uno stato di distacco in cui questi risultano neutralizzalizzati. Nelle situazioni in cui mi trovo in difficoltà (tipo che richiedono un’eventuale mia apertura o esposizione), vado in confusione: da una parte provo ad accennare un aiuto come una forma di curiosità personale, d’altra parte metto in dubbio la reale necessità di aiuto, perché penso di potercela fare da sola e che quello che sto passando è un disagio temporaneo e sopratutto non sembra avere un grande impatto nella mia vita, rispetto ad altri ben più “ingombranti”. Accompagnato a questo stato di confusione di quello che penso, ci sono anche pensieri legati al desiderio di non essere più presente o qui. Non sono sicura se si possano associare a pensieri suicidari perché non sono mossi dall’intenzione di farmi del male, semplicemente non vorrei essere cosciente, è una sorta di spinta all’annullamento.
Questi pensieri e in particolare la sensazione di sentirmi dissociata e incapace di entrare in contatto con il mondo e vivere le emozioni sono stati molto presenti in una certa fase della mia vita (a partire dai 16 fino ai 25 più o meno), a intensità e momenti diversi.
Quando avevo 16 anni sono andata da uno piscologo per un colloquio conoscitivo, ma anche se non rifiutavo l’idea di per sé, alla fine di quella seduta ho pensato “questo è uno situazione che posso affrontare da sola perché solo io posso conoscermi veramente” e da li ho iniziato a scrivere (journaling), abitudine che ho mantenuto piu o meno fino ad ora.
Per riassumere il mio post e riconnettermi anche alla domanda iniziale, mi sto rendendo conto che:
1. Ho difficoltà a capire come mi sento —> mi sembra spesso di vivere in uno stato emotivo “neutrale”, in cui non provo né dolore né rabbia né sofferenza ma neanche amore e passione;
2. Mettere in discussione il mio eventuale bisogno di aiuto, con meccanismi di autosabotaggio (anche ora ad esempio, mi chiedo se veramente questa sia una situazione comune a tante persone oppure è una spia di qualcosa che io da sola non sono in grado di afferrare)
3. Quando sono in difficoltà o esposta tendo ad avere pensieri di annientamento e annullamento, che poi mi portano a vivere in uno stato di apatia e dissociazione
Contemporaneamente, sottolineo di avere una vita “normale”, ho una routine, ho una vita sociale appagante, non ho abitudini distruttive non ho ansie particolari e mi sento emotivamente stabile (quando non vuota). Per le persone che mi conoscono, sono una specie di creatura zen, calmante, materna, capace di dare sicurezza. Il fatto che io possa ricercare un supporto psicologico è stato visto più come un desiderio di conoscere meglio me stessa, che come strumento per rispondere a un eventuale disagio.. che non capisco neanche io se esiste o meno.
Scusate la lunghezza del post. Sarei curiosa di leggere quali sono le vostre impressioni.

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