Roberta  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Milano

É sempre sbagliato "evitare lo stimolo fonte di ansia"?

Scrivo questo post sperando che l'eventuale risposta possa essere di aiuto anche ad altri.
Da sempre manifesto delle tendenze all'ansia: paura degli spazi chiusi, dell'altezza, della guida...
La situazione pandemia ha fatto esplodere questa sensazione, estendendola a più circostanze e amplificandone la portata fino agli attacchi di panico. In particolare questi si manifestano in una circostanza molto specifica: nel rimanere in casa da sola la notte, quando questo accade.
Ho passato il lock-down in casa da sola e le notti erano per me un momento particolarmente difficile da superare, con la sensazione che se avessi avuto bisogno di qualcuno sarebbe stato persino perseguibile penalmente averlo vicino.
Prima di quel periodo, dormire da sola non era per me fonte di nessuna tensione...
Dopo il lock-down, sono tornata a convivere con un'amica e le sere che mi è capitato di rimanere in casa in sua assenza ho puntualmente sviluppato degli attacchi di panico, fino ad arrivare ad avere difficoltà anche di giorni, ovvero provare l'ossessione che da un momento all'altro la mia amica avrebbe potuto dirmi che non sarebbe rientrata la notte.
Dopo dei mesi di vera tortura, ho deciso di cambiare registro ed evitare totalmente quel tormento: ogni qualvolta la mia amica si ferma fuori la notte, invito qualcuno a farmi compagnia per non rimanere sola a dormire.
So di stare evitando la fonte della mia ansia e questo mi causa un enorme fastidio: nella vita ho sempre infatti inteso come "la strada giusta" quella di affrontare i problemi, non di fuggire da essi.
Ora mi domando però, è sempre sbagliato evitare lo stimolo fonte di ansia? O può avere un senso "aspettare" di sentirsi pronti ad affrontarlo? Magari in condizioni "migliori"... a pandemia... speriamo accada.. finita?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 03/02/2022 - 12:34

Salve Roberta, lei non deve pensare che siano gli eventi esterni a gestirla ma è lei che ha in mano la sua vita. Pensare che a pandemia finita può riprendere questo problema non le fa altro che restare nell'idea ossessiva di essere non capace di farcela. Un percorso le permetterebbe di capire che il "controllo" non serve a nulla e quel sintomo d'ansia le serve al suo corpo per indicarle di prendere una strada diverse fatta di più leggerezza.
Resto a disposizione
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Jessica Seganfreddo Inserita il 31/01/2022 - 12:26

Buongiorno Roberta,
la sua domanda lascia trasparire quanto lei abbia già riflettuto sulla sua ansia e da quanto ha scritto emerge il suo tentativo di gestirla. L’evitamento dello stimolo è un tentativo della mente di mettersi al riparo, di adattarsi alla situazione. In un primo momento può dare sollievo, ma laddove sia l’unica strategia messa in atto porta all’innescarsi di un circolo vizioso in cui lo stimolo diventa sempre più potente e in grado di scatenare reazioni sempre più intense. Stare sola di notte le ha creato durante il lockdown una forte ansia, fino all’attacco di panico; in seguito la convivenza con la sua amica le ha portato un po’ di sollievo, ma al tempo stesso il solo pensiero che lei stesse fuori a dormire le ha fatto esperire ansia, non solo quando la circostanza si verificava, ma anche quando non accadeva. A quel punto ha messo in atto una strategia diversa, procurandosi la compagnia di qualcuno nelle notti in cui la sua amica non era presente. Da quanto scrive ho la sensazione che anche questo non le basti più per stare bene.
L’evitamento della situazione (stare sola di notte) non è né giusto né sbagliato in sè: è una strategia che le ha giovato inizialmente, ma non è funzionale nel medio/lungo periodo al suo benessere.
Volendo dare una risposta secca ai suoi quesiti: evitare lo stimolo fonte di ansia non è funzionale se la si vuole superare, ma fa da tampone nel breve periodo; ha certamente senso aspettare di sentirsi pronti, ma non confidando in un miglioramento delle circostanze. Si è pronti nel momento in cui si capisce che la strategia di evitamento/altra strategia non ci fa stare bene.
Di questo si è già accorta e da quanto scrive mi sembra pronta: con l’aiuto di un professionista potrà gradualmente uscire dal circolo vizioso che si è innescato, senza aspettare “circostanze migliori”.
Le faccio un grande in bocca al lupo.
Un caro saluto

Dott.ssa Jessica Seganfreddo