Giuseppe  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 30/03/2020

Catanzaro

Non ho un obbiettivo. Mi sento un fallito.

Peppe11
4:42AM in Crisi esistenziale
Salve, ho 24 anni. Sono sempre stato un ragazzo iperattivo, come tutti gli adolescenti non amavo la scuola e soprattutto non ho mai dato la giusta importanza al mio futuro. Gli ultimi miei momenti di felicità sono stati al liceo. Pensavo di aver tanto tempo per costruirmi un futuro così non mi concentrai mai davvero in qualcosa. Subito dopo il liceo mi lasciai con la.mia ragazza, ne soffrii molto e cominciai a sprofondare... Mi iscrissi comunque all'universita dando quattro esami e basta, non frequentai più e cominciai a lavoricchiare. Fondamentalmente mi sento di aver buttato via gli ultimi sei anni della mia vita. Non ho un vero obbiettivo, vorrei solo raggiungere una tranquillità economica per crearmi una famiglia e avere un futuro più tranquillo possibile ma ogni qualvolta cerco di fare una scelta rischio di impazzire. Vorrei studiare ma non so cosa e ricomincisre per i prossimi tre/5anni mi spaventa perché mi sono reso conto che studiare e lavorare non è per tutti, di certo non per me. Perciò dovrei solo studiare ma nessuno mi assicura un futuro anche con una laurea in mano a 27/30 anni( ah non ho grandi possibilità economiche, anzi ne ho davvero poche) poi penso che senza laurea non potrò fare molto, solo lavori manuali che ti assicurano un salario minimo specialmente qui al sud. Ed eccomi qui a 24 anni , non mi riconosco più, non so più dov'è quel ragazzo che ero, quello che aveva tante energie, quello che non riusciva a stare in casa perché si sentiva impazzire. Sembra come se qualunque cosa facessi non avesse senso e la società che mi circonda di certo non mi aiuta. So che è tutta colpa mia, i miei mi hanno sempre dato tutto l'appoggio possibile ma io li ho sempre delusi. Volevo fare il cuoco ma come si avvicinò l' opportunità di fare un corso rifiutai perché non ero convinto e così con tante altre iniziative che ho stroncato sul nascere. Non so cosa fare, passo la mia vita in casa senza nessun imput, ne fisico ne mentale, sto sopravvivendo solo grazie alla mia attuale ragazza, se non fosse per lei sarei messo molto peggio e perciò voglio fare qualcosa per garantirmi un futuro, sono stufo di deludere i miei e vedere nei loro occhi la paura di quel che sarà del mio futuro, voglio fare qualcosa per la mia ragazza affinché anche lei sia fiera di me. Ripeto sono consapevole che le capacità le ho ma non ho un disegno e so che nessuno può trovare la risposta per me. Davvero non ho più energie, voglia di fare e la cosa mi logora perché mi piace la vita ma ormai non so più cos'è vivere, sopravvivo e basta. Riesco solo a piangermi addosso e a trovare sollievo fumando un po' di Maria ma ora anche quella non basta e credo non mi serva più. Mi sento un fallito. Cosa posso fare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Bennati Inserita il 30/03/2020 - 13:42

Lucca
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Buongiorno Peppe,
la cosa dalla quale le consiglio di partire è provare a finire questa frase: “Io sto bene quando...”.
Solo partendo da una riflessione su ciò che le piace e su quello che la fa stare bene può iniziare a capire qual'è la sua strada. Nella lettera parla di tante cose che fa e che ha fatto per gli altri, per non deluderli, ma per lei cosa vorrebbe? Mi sento di dirle che niente è perso, anche se si trova ad affrontare un momento difficile dovrebbe sempre tenere presente quello che è riuscito a fare e non guardare solo dove ha fallito. Sbagliare ci aiuta a migliorarci. In quei sei anni che lei definisce come buttati via, c'è sicuramente qualcosa da salvare, qualcosa che ha imparato. La sua frustrazione è comprensibile quando davanti non vediamo un futuro e non sappiamo quale strada prendere. Ma la strada giusta c'è per tutti, anche se in certi momenti vediamo buio. Immagino quanta fatica ci sia dietro le sue parole. Per questo le consiglio di parlarne con un terapeuta, che l'aiuti ad approfondire quanto ha già scritto in questa lettera. Le faccio i miei più cari auguri.
Dr.ssa Valentina Bennati