astra  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 09/03/2020

Reggio Emilia

Come valutare una psicoterapia. Quando chiuderla?

Salve, sono una ragazza di 27 anni. Ho iniziato da qualche mese un percorso di psicoterapia CBT per ansia sociale. Inizialmente mi sono trovata molto bene col terapeuta a cui mi ero rivolta, ma ora inizio ad avere molti dubbi sull'efficacia della terapia.
Mi sento di dover fare una premessa: il mio è un caso di moderata entità, legato soprattutto all'ansia da prestazione in ambienti formali (università e lavoro).
Torno a descrivervi la mia situazione. Alcuni mesi fa, in seguito ad un tirocinio fallito miseramente, ho intuito che la causa potesse essere legata all'ansia e mi sono rivolta ad un professionista. dopo le prime sedute ho percepito un miglioramento molto rapido, dovuto prevalentemente dalla certezza che il problema fosse legato all'ansia e non alla mia incapacità personale/disinteresse/maleducazione. A causa della specificità delle situazioni in cui la mia ansia diventa ingestibile, ho avuto poche possibilità di espormi a questo tipo di situazioni. Ho continuato il percorso nella speranza di ottenere miglioramenti più significativi, ma dopo 10 sedute mi sembra di essere ancora bloccata ai pochi miglioramenti iniziali. Spesso ho la sensazione che funzioni di più ciò che faccio da sola (libri sulla fobia sociale e sulle social skills) piuttosto che ciò che faccio in terapia. Sicuramente la terapia mi motiva a cercare nuovi stimoli e a sperare in una risoluzione del problema, ma sento che non mi sta fornendo gli strumenti per farlo in tempi rapidi. Vorrei avere più obiettivi o sfide su cui lavorare, mentre invece mi sembra di continuare a ripetere le stesse cose senza una progressione.
Che cosa dovrei fare? Sto pensando di interrompere la terapia, ma non so abbia senso farlo dopo una decina di incontri.
Grazie per l'attenzione

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 09/03/2020 - 13:42

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Astra,
Comprendo il suo disagio, e penso che possa efficacemente direzionarlo e risolverlo affrontandolo col suo terapeuta.
Ossia, può esserle utile manifestare al collega le sue perplessità in modo da valutare insieme l'andamento della terapia.
E decidere magari una ridefinizione degli obiettivi terapeutici concordati.
Consideri infatti che, un elemento cruciale nella riuscita di un percorso terapeutico, al di là delle tecniche/approcci adottati, è la sensazione di potersi fidare e affidare al terapeuta condividendo le perplessità, anche quelle relative alla terapia stessa.
Le auguro, in ogni caso, di risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).