Alex  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 28/08/2019

Apatia, ansia, a chi rivolgersi?

Salve sono Alex di anni 27.
Dall’ età di 16 anni ho iniziato il mio percorso di natura Teatrale , sono partito da una compagnia amatoriale di quartiere e pian piano ho allargato conoscenze e competenze e quest’anno ho concluso una tournée con una compagnia in tutta Italia.
Nel periodo che va dal 2013 al 2016 ho abbandonato gli studi universitari per iscrivermi ad un accademia teatrale in cui mi sono diplomato .
Durante il secondo anno del sopracitato percorso formativo ho sperimentato quello che io , leggendo e documentandomi in internet , definisco un attacco d’ansia o panico .
Successe così : durante il training fisico che svolgevamo ogni mattina per risvegliare il corpo di cui fa tanto uso un attore di teatro , ho iniziato a piangere senza alcun motivo conscio.
Questo avvenimento ebbe ripercussione forti per una decina di giorni successivi dove mangiavo poco e dormivo anche meno , paura di perdere il controllo , angoscia.
Poi col passare del tempo ho riacquistato quella che io definisco “percezione del sé “ e attraversando delle fasi buie a qualche sprazzo di luce sono riuscito a concludere il percorso accademico e andare avanti. Avanti ,fino ad oggi, alla stesura di questo testo.
Veniamo al dunque, sono sempre stato uno pieno di incertezze ma da un po’ di tempo ho dei dubbi su talmente di quelle cose che le mattine le passo chiuso in una stanza a far niente , ma senza il piacere di poltrire, o in giro con lo spettro che sto perdendo tempo .
Ma in me non vi è nessuna scintilla che inneschi l’azione , il fare o un’ inversione di marcia, la cosa che più mi preoccupa e che anche il Teatro sembra non avere più senso e sono spesso in bilico tra domande del tipo : “ ma è veramente quello che voglio ? “ “ e se invece? “ “ e se “ “ e se “ ….? E mentre la testa lavora tipo macina di grano dall’ esterno si vede un uomo seduto o steso che fissa il vuoto nell’ immobilità.
Innanzi tutto ringrazio chi è giunto fino a questo punto nella lettura.
Premettendo che so che è impossibile fare diagnosi e/o paventare soluzioni attraverso scambi di messaggi , quello che cerco è una direzione ad un specifico percorso terapeutico ,il più utile al mio caso , che già ho intenzione di intraprendere.
Ringraziandovi anticipatamente per l'attenzione dedicatami Vi porgo cordiali saluti.
Alex.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 28/08/2019 - 10:49

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Alex,
Da ciò che narra, mi sembra di capire che il suo malessere nasca da una sorta di crisi esistenziale più ampia ("anche il teatro sembra non avere più senso"),
di cui i sintomi ansiosi ("attacco d'ansia") sembrano essere la manifestazione più immediata.
Pertanto, se desidera fare maggiore chiarezza sulla sua situazione e risolverla, le consiglio innanzitutto di ricercare uno psicologo che sia specializzato in psicoterapia e che le ispiri fiducia.
Consideri, infatti, che ci sono diversi indirizzi psicoterapeutici che propongono diverse strategie per la gestione dell'ansia, ma è stato documentato che uno degli elementi decisivi per la buona riuscita di un percorso terapeutico è la fiducia/legame con il terapeuta, definita anche alleanza terapeutica.
Le auguro di risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 31/08/2019 - 09:25

Milano
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Gentile Alex, qualcuno un giorno domandò se solo attraverso la pratica della psicoterapia si potesse arrivare ad approfondire le proprie dinamiche interiori, prendere contatto con se stesso, conoscersi fino in fondo. Possono esserci altri modi oppure l'unico percorso è quello a stretto contatto con una figura, un terapeuta che stia accanto nella ricerca e nella costruzione di un altro se stesso? Direi di no. Credo che ci sono altri modi per prendere contatto con le proprie emozioni, i convincimenti più profondi. I viaggi, l'arte, la lettura appassionata, la musica. Il teatro è un potente strumento di conoscenza di sé e una costruzione di altri personaggi che sono emanazioni e trasformazioni di se stesso. Ora può succedere e credo sia la cosa che è capitato durante il suo lavoro di "risveglio del corpo", abbia toccato emozioni profonde, un senso di perdita di consistenza del reale, una mancanza di senso. Più in superficie, mille dubbi riguardo alla professione e ad altre possibilità che si sta mettendo da parte. E si è sentito solo. La differenza tra un percorso di conoscenza di se stesso tramite altre discipline o pratiche e la psicoterapia è proprio questa: lo psicoterapeuta ti è sempre accanto e ti aiuta, passo dopo passo ad affrontare i dubbi, le perplessità, le paure, le motivazioni profonde, i desideri. Non si può fare da soli. Credo che un/una terapeuta di orientamento psicoanalitico/psicodinamico, per la profondità di tematiche insite nella sua domanda, faccia al caso suo. Saluti.

Dott.ssa Sara Vassileva Inserita il 10/09/2019 - 18:20

Gentile Alex,
sembra che il peso delle sue incertezze si sia fatto troppo grande e che l'immobilità di cui parla stia diventando eccessiva.
Affrontare un percorso con un* psicoterapeuta della sua zona le sarà senza dubbio utile.
Saluti, Sara Vassileva

Dott. Emmanuele Rosito Inserita il 28/08/2019 - 19:46

Caro Alex,
Sembra che lei stia vivendo un momento di vuoto interiore, in cui vi è un mancanza di senso in ciò che fa e una mancanza di significato della propria vita. Questo genera disorientamento a tal punto da rinnegare il potere di coinvolgimento di tutte le sue attività (dal camminare al fare teatro).
Le consiglio un percorso terapeutico, che al di là dell'orientamento, sia importante per instaurare una forte sintonia con il terapeuta, ed è quello su cui lei dovrebbe fare affidamento prima di ogni altra cosa. Sarà poi compito del terapeuta operare sul suo passato per individuare e lavorare su dove si percepisce un "blocco".

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito