sara  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 21/10/2018

Firenze

Ansia e disagio: come alleggerire il macigno che sento dentro?

Salve, sono una ragazza di 21 anni.
Fin da piccola ho sempre avuto un carattere abbastanza introverso e molto sensibile.
Quando avevo 16 anni ho iniziato un percorso da una psicoterapeuta, dovuto a un forte disagio che avevo caratterizzato da momenti di ansia, insicurezza e crisi di pianto. Ho concluso a "metà" questo percorso in quanto non ritenevo fosse proficuo poichè non avevo instaurato un rapporto di fiducia con l'analista.
Nel frattempo ho sperimentato momenti di forte disagio sociale, e ansia annessa, che bene o male riuscivo a gestire.
Ad oggi, sono fidanzata da 1 anno e mezzo, e da quando lo sono ho dato "un taglio" a molte delle mie amicizie, praticamente tutte a parte 1 o 2, per vari motivi. Queste "amicizie" rimaste sono comunque abbastanza superficiali, e non ritengo di poter contare davvero su queste persone.
Oggi sono arrivata ad un punto in cui mi ritrovo spesso a rimuginare sulla mia situazione, su quello che non va della mia vita, sulle mie insicurezze provando un forte senso di angoscia.
Spesso quando sono in presenza di altre persone, come amici del mio ragazzo o compagni di università, sono a disagio e provo un forte senso di imbarazzo. Sono dispiaciuta nel vedere i miei coetanei che bene o male si stanno costruendo una vita, e la vivono con spensieratezza in compagnia dei loro amici, e vedere me che invece spesso sono sola e non riesco ad uscire da questo "stato" di stagnazione.
L'unica persona con cui mi posso sfogare è il mio ragazzo, che però non mi riesce a capire a pieno, con il quale ho anche espresso il bisogno di riiniziare un percorso da uno psicoanalista.
Come poter "alleggerirsi" da questo macigno che spesso mi sento dentro? Come potersi vivere le giornate un po più alla leggera senza stare sempre a rimuginare su quello che della mia vita non va?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 21/10/2018 - 23:37

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Sara,
È probabile che percepisca dentro di sé, l'esigenza di portare a termine il percorso di conoscenza che ha interrotto a "metà" perché non si erano create le condizioni più proficue affinché avvenisse.
Ora si sente pronta a riprendere questo discorso?
Quali aspettative nutre riguardo a ciò? È importante riflettere su ciò, perché da questi aspetti dipende buona parte dell'investimento emotivo che si può attivare nel contesto terapeutico, elemento essenziale affinché il percorso sia efficace.
Se ora è propensa a lavorare su di sé, con l'aiuto di un terapeuta potrà capire come modificare la prospettiva che ha su di sé.
In questo modo riuscirà a focalizzare l'attenzione sulle risorse di cui dispone per attivare un cambiamento funzionale ad una condizione di benessere.
Potrà comprendere come il suo essere "introversa e sensibile" costituisce una forza, se ben direzionata, e non un tratto da eliminare e/o modificare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Alessandra Andò Inserita il 24/10/2018 - 10:43

Buongiorno Sara, lo stato nel quale si trova é abbastanza frequente, aver abbandonato il primo psicologo non le ha permesso di risolvere le problematiche. Cerchi di trovare uno psicologo del quale si possa fidare, può capitare di non trovarsi bene, è normale. L'importante è non arrendersi perché fare un percorso psicoterapeutico aiuta a capirci e a dare un nome alle sensazioni o ai pensieri che proviamo e di conseguenza a risolvere i problemi ed inoltre a capire da dove derivano. Un caro saluto