Veronica domande di Alimentazione  |  Inserita il 18/08/2015

Frosinone

Il cibo è la mia consolazione

Buonasera,sono una ragazza di 29 anni, 7 anni fa ho sofferto per 10 mesi di anoressia sfociata in bulimia.. Ora a distanza di tempo ogni problema che mi si ripropone (e purtroppo ho molti problemi in famiglia) mi butta giù e trovo consolazione solo nel cibo.. Non riesco a uscirne, poi mi guardo allo specchio mi faccio schifo e ci ricasco di nuovo... Come trovare un'altra consolazione?...

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 23/08/2015 - 11:06

Viterbo
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Gentile Veronica,

non si tratta di trovare "un'altra consolazione", ma un trattamento adeguato che possa aiutarla a superare il suo disagio e lenire le sue problematiche.
Ha mai preso in considerazione un intervento psicoterapico?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 25/08/2015 - 09:47

Gentilissima,

la soluzione non è passare da una forma di consolazione ad un'altra ritenuta meno grave: il suo problema è che sente di non avere gli strumenti per affrontare eventuali situazioni di stress o di dolore senza farsi del male, facendo appello alle sue risorse per consolarsi e rimanere serena.
Perchè non si rivolge ad uno psicoterapeuta della sua città per iniziare una psicoterapia? La aiuterebbe a crescere e a lavorare su di sè per curare eventuali ferite e riscoprire talenti e risorse finora inespressi.

Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Napoli Soccavo - Pompei - San Giuseppe Vesuviano
www.psicodialogando.com

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 23/08/2015 - 12:02

Cara Veronica,
ciò che per lo più accomuna e si "nasconde" dietro ai problemi alimentari e legati all'alimentazione è proprio questo.. il cibo (sotto forma di voglia di controllarlo, limitarlo o ingerirlo in maniera eccessiva) diventa un mezzo per "distrarsi, allontanarsi" da altre problematiche di vita o interiori che non si riescono ad affrontare in altro modo; alle volte è uno strumento per sentirsi padroni e capaci di gestire qualcosa, altre una via di regolazione e attenuazione di forti stati emotivi che sembrano intollerabili o indesiderabili. Il primo punto non è quindi quello di riuscire a rapportarsi al cibo in maniera equilibrata.. ad esempio seguendo una dieta o tramite "rimedi della nonna" come non riempendo la credenza di cibo spazzatura, così da non essere tentate.. ma soprattutto quello di sviluppare una buona capacità di gestire le proprie emozioni, i conflitti interni ed esterni, le difficoltà di vita, familiari e sociali che continuamente si presenteranno nella vita. Un buon percorso psicologico potrebbe esserle di grande aiuto nel conoscere meglio se stessa e rafforzare o apprendere strategie e capacità di autogestione emotiva.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Cognitivo Comportamentale
www.chiarafrancesconi.it