Claudia90 domande di Alimentazione  |  Inserita il 21/02/2014

Torino

Disturbo alimentare?

Buonasera,
Mi chiamo Claudia e ho 23 anni, è da parecchio che penso di avere un disturbo alimentare. Non sono sovrappeso, ma ci sono dei periodi in cui sono più stressata ( A volte penso che sia solo una scusa che do a me stessa)dove mi abbuffo di cibo. Una volta che inizio non riesco più a smettere, mentre mangio sono consapevole che tutto quel cibo mi farà male e che dopo mi sentirò in colpa, ma non riesco proprio a fermarmi. Smetto quando inizio ad avere mal di stomaco o quando sta per tornare mia madre a casa.
Dopo queste abbuffate mi calmo per qualche giorno per poi iniziare da capo, o a volte passa anche un mese senza che succeda nulla.
Questo periodo ora va avanti da dicembre e infatti sono ingrassata di 5 chili. Mi vedo grossa nonostante so che in realtà non lo sono, ho l'umore a terra e mi chiedo che bisogno ho di farmi del male cosi? Ormai il cibo è diventato la mia ossessione, mi controllo sempre allo specchio, mi peso tutti i giorni, sono sempre li a contare le calorie e poi alla fine mi abbuffo di schifezze.
Cosa ne pensa a riguardo? Spero in una sua risposta. Grazie.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia Parasporo Inserita il 03/04/2014 - 08:43

Cara Claudia, quanto lei descrive in effetti pone delle questioni delicate rispetto all'utilizzo che lei fa del cibo. Sembra infatti che l'abbuffata per lei abbia assunto una funzione importante, cioè di aiutarla a regolare il suo livello di stress e quindi si è innescato un circolo vizioso che la porta continuamente ad abbuffarsi e a controllare il suo peso e le sue forme.
Descrive inoltre il cibo in termini di ossessione e il suo umore come depresso, anche questi sono dati rilevanti che parlano di un momento di grande disagio psicologico.
Pertanto sarebbe senz'altro il caso di chiedere una consulenza specializzata ad un professionista del settore.
Le invio cordiali saluti
Dott.ssa Claudia Parasporo
Psicologo Clinico e Psicoterapeuta

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 27/02/2014 - 14:44

Cara Claudia,
per poter fare una diagnosi precisa occorrono molti più dati e approfondimenti. Tuttavia, quello su cui vorrei richiamare la tua attenzione è il fatto che per questo motivo (le abbuffate) o per periodi di stress, come dici tu, c'è qualcosa che ti crea malessere e disagio e non ti fa vivere serenamente. Spesso i "disturbi", che siano alimentari o meno, sono soltanto dei "sintomi" di qualcos'altro che non riusciamo ad affrontare al meglio nella vita quotidiana, come problemi relazionali o personali. Il fatto che tu abbia in parte riconosciuto che le abbuffate aumentano nei periodi di stress, può essere un campanello utile a segnalare che il cibo diventa uno sfogo o la compensazione di qualcos'altro. A prescindere dalla precisa diagnosi che può essere fatta dopo qualche seduta, il fine delle terapie è proprio quello di superare i problemi sottostanti. Quindi il consiglio che mi viene più spontaneo è quello di provare a rivolgerti ad un terapeuta della tua zona, per cercare di capire da cosa origina e perchè si mantiene questo comportamento alimentare sregolato, e trovare assieme dei modi per riprendere in mano la tua vita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Dott. Michele Matera Inserita il 27/02/2014 - 12:36

Gentile Claudia, dalle sue parole non è chiaro se queste abbuffate sono presenti solo nei periodi di forte stress o se avvengono più frequentemente anche in condizioni di stasi. Adotta dei comportamenti compensativi per eliminare ciò che ha mangiato? Smette solo quando sa del ritorno di sua madre o anche quando è consapevole della presenza di altre persone?
Nella sua descrizione ci sono dei tratti molto importanti come il mangiare di nascosto, la visione che ha del suo corpo e l'umore a terra quindi le suggerisco di approfondire queste dinamiche con uno psicologo.
Resto a disposizione
Dott. Michele Matera
Psicologo ad indirizzo Clinico e della Salute
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www.michelematera.it