Lo stalking: cause, conseguenze e tipologie di stalkers

Pubblicato il 15 gennaio, 2016  / Sesso e Amore
Lo stalking: cause, conseguenze e tipologie di stalkers

Definito anche sindrome del molestatore assillante, lo stalking implica una serie di comportamenti inopportuni verso una persona presa di mira al fine di creare un contatto. Questi comportamenti sono attuati per riallacciare un rapporto concluso, controllare un’ex partner, un conoscente oppure per “conquistare” un estraneo ma risultando sempre molesti. La caratteristica dello stalking è che avviene senza il volere della persona cercata e continuativamente per almeno quattro settimane. La persona oggetto delle molestie percepisce una serie di stati psicologici fortemente negativi quali senso di controllo e paura fino a sentirsi prigioniera di tali attenzioni e intimorita dalle persecuzioni.

Il termine giuridico stalking deriva dal verbo inglese to stalk, ossia “seguire ossessivamente la preda” o in riferimento al “cacciatore in agguato della preda”. Le attenzioni verso la vittima posso essere manifestate in telefonate e contatti improvvisi, visite a sorpresa, appostamenti sotto casa o al luogo di lavoro, attraverso ricerca intenzionale di contatti con persone vicine alla vittima oppure tramite l'invio di lettere, messaggi o altri pensieri.

Attraverso studi sul comportamento e analisi dei profili psicologici di numerosi stalker, si è giunti ad individuarne cinque tipologie di stalker:

  • Risentito (è un ex partner della vittima mosso da sentimenti di rabbia e vendetta)
  • Bisognoso di affetto (motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l'amicizia o l'amore)
  • Corteggiatore incompetente (che attua comportamenti opprimenti perché carente di abilità relazionali)
  • Respinto (ex partner che desidera ristabilire una relazione con la vittima)
  • Predatore (caratterizzato dal piacere di compiere pedinamenti e inseguimenti).