Le relazioni amorose... quando l'amore non basta

Pubblicato il 6 maggio, 2019  / Sesso e Amore
relazioni d'amore

Quando ci innamoriamo tutto sembra essere meraviglioso e destinato a durare per sempre, sentiamo le farfalle nella pancia e non desideriamo altro che stare con lei/lui. Poi ad un certo punto, spesso quando il nostro desiderio di vita insieme si realizza, il nido d'amore é pronto e tutto sembra cospirare a favore della nostra relazione, ecco che qualcosa inizia a stridere, la sua risata non ci appare più così cristallina, ma piuttosto stridula, il suo abbraccio non più avvolgente ma soffocante… che succede?

Innanzitutto dobbiamo considerare che la prima fase descritta, detta dell’innamoramento, si caratterizza come pregna di idealizzazioni, ossia vediamo nell’altro quello che vorremmo e che abbiamo bisogno di vedere, la percezione è pertanto distorta da una serie di accadimenti psico-fisici ed emotivi che fanno sì che la nostra realtà ideale collimi con quella reale della persona di cui ci innamoriamo. Il nostro inconscio proietta, inoltre, sull’altro desideri irrisolti di amore incondizionato, di completezza di sé, rivalsa e così via che in realtà appartengono solo a noi ma di cui non siamo consapevoli, per l’appunto.

Con il proseguire della relazione e con l’aumentare della condivisione del tempo e dello spazio con il partner, inevitabilmente ci rendiamo conto che le due realtà non coincidono, che lui/lei non è così profondo, ma solo pignolo, non è così simpatico ma solo superficiale e così via.

In questa fase è imprescindibile un passo importante: l'accettazione della realtà e l'elaborazione del lutto della nostra illusione. Riconoscere di aver frainteso e proiettato nostri bisogni, anche nostre carenze sull’altro, non è facile e neppure indolore ma è necessario poiché da ciò consegue la possibilità di iniziare a conoscere il nostro partner per quello che è veramente.

L’amore è consapevolezza, ma ovviamente non si riduce a questo, restando pur sempre un sentimento che nasce dal cuore, dalla nostra essenza più profonda e istintuale.

Alla conoscenza corrisponde necessariamente l'accettazione, ossia il dirsi: “so come sei e mi vai bene così, con i tuoi pregi e con i tuoi difetti, con le tue passioni e le nostre idiosincrasie”.

E quando questo non avviene? Che ne è dell’amore?, Be' spesso accade che la relazione si rompe, oppure rimane in piedi vittima di se stessa, dell’abitudine, di un lento e doloroso processo di autodistruzione.

Se invece avviene si osserva la piena realizzazione dell’evoluzione della coppia e dei suoi membri presi singolarmente, citando K.Gibran: “come sole sono le corde del liuto benché vibrino di musica uguale”.

In entrambi i casi, tuttavia notiamo un movimento dell’inconscio, nel primo caso involutivo, ripiegato su se stesso, incapace di svincolarsi dai retaggi del passato, nel secondo caso evolutivo pronto al cambiamento, alla rinuncia dell’Eden illusorio della famiglia del Mulino Bianco o della coppia da romanzo rosa, pronto all'accettazione di se stesso e dell’altro.

I nostri vissuti inconsci infatti orientano il nostro comportamento fino a che non li rendiamo consapevoli, in modo da essere noi a decidere e scegliere cosa è bene per noi stessi.

Creare una relazione che favorisce il nostro benessere e la nostra crescita dipende dal livello di accettazione di noi, accettazione che possiamo aver conosciuto o meno nell’infanzia, accettazione che necessariamente dobbiamo costruire se desideriamo amore e rispetto.

Per questo possiamo proprio dire... che a volte l'amore non basta!