Le rivalità fraterne

Come affrontarle?

Pubblicato il 17 febbraio, 2016  / Genitori e figli
Le rivalità fraterne

Crescere con fratelli e-o sorelle è un’utilissima palestra di vita.

Se vi piacciono i documentari sugli animali, avrete spesso visto cuccioli di leoni, scimmiette, cagnolini o gattini che giocano tra di loro facendo la lotta. A volte uno ne esce lamentandosi perché pizzicato, altre volte la lotta finisce per l’intervento di un genitore che li spaventa con un ringhio o una zampata. Tutto ciò li prepara alla vita, agli scontri cui andranno incontro, alle rivalità di cui è costellata l'esistenza.

Lo stesso vale per i bambini: ognuno di noi ha bisogno di un certo spazio vitale in cui muoversi e lo difende, se il fratellino invade il mio spazio vitale prendendo il mio bambolotto, interrompendo il mio gioco, infiltrandosi tra me e la mamma, rubandomi l’attenzione del papà, io reagirò. Istintivamente, la mamma o il papà, possono agire come la leonessa: per un po’ stanno a guardare, poi un bel "ringhio", che significa “piantatela lì”. A volte è sufficiente, altre no. Certo non è piacevole vederli litigare, ma sapere che per loro è un bene ci solleva un po’.

Parte dei problemi sono creati dalla gelosia, che non è possibile prevenire ma che è possibile non alimentare con alcuni accorgimenti. Ecco come agire:

  1. Dare a ciascuno un posto nella famiglia. Non si deve caricare, ad esempio, di responsabilità il primogenito e perdonare tutto al più piccolo
  2. Evitare la tentazione di allevare i figli “insieme”. Non esistono bambini al plurale. Questo vale soprattutto per i fratelli gemelli, troppo spesso vengono indicati, magari anche dai genitori, come “i gemelli”, questo toglie loro identità. Ma anche per i fratelli vale lo stesso, come può sentirsi un ragazzino di 14 anni che sente la mamma parlare dei suoi "bambini", quando lui si sente distante mille miglia dal fratellino di 6 anni? I genitori devono resistere alla tentazione di fare generalizzazioni e paragoni. Le differenze vanno valorizzate
  3. In caso di litigi, è importante stabilire delle regole. La prima è semplice: non si è obbligati ad amarsi, ma tutti sono obbligati a rispettarsi. I genitori dovrebbero far capire che, seppur comprendono la rabbia dei figli, non possono permettere che si facciano del male.
  4. Evitare sempre di cadere nel tranello del: “di chi è la colpa?”. E’ praticamente impossibile uscirne. Per quanto pensiamo di aver visto ciò che stava accadendo, possiamo sempre esserci persi qualcosa.

Ci sia di aiuto il pensiero che, ad un certo momento, scatterà la molla dell’amore fraterno, sentimento insostituibile che li accompagnerà per il resto della loro vita.