La tristezza nell'adolescenza

Commento al film Inside Out

Pubblicato il 12 ottobre, 2015  / Genitori e figli
La tristezza nell'adolescenza

L'origine del film Inside Out sembra sia nato dalla vita del regista, la cui figlia quando si è avvicinata all'adolescenza ha cominciato ad avere un stato d'animo più triste. Nel film vediamo una ragazza undicenne vivere una esperienza di perdita che deve superare. L'interesse da cui è nato il film è stato chiedersi: bisogna reprimere la tristezza? Cosa bisogna fare? Bisogna metterla sempre a tacere? Anche con dei psicofarmaci? Allora perché è un sentimento così universale?

I Film della Disney ci hanno aiutato a crescere umanamente. Le sue storie non hanno nessun rapporto con l'infantilismo tout court: Bambi vide morire sua madre e Simba suo padre. La novità di questo film è che, questa volta i produttori fanno visualizzare i meccanismi emotivi che sono alla base di una storia. In più, hanno provato a che questo esperimento avesse una base scientifica e per fare ciò, il regista ha chiesto la collaborazione di due psicologi della University of California.

Nella testa della bambina protagonista cinque emozioni: gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto formano un consiglio che prende le decisioni con cui la ragazza affronta la sua vita -ci sono molti più di cinque emozioni, ma sarebbe stato impossibile raccontare una storia con molti personaggi-. Il ruolo delle emozioni nella pressa di decisioni appare ben rappresentato, anche se ad alcuni scienziati è mancato un rappresentante del ragionamento logico, uno degli attori nel processo decisionale.

Le due emozioni principali sono Gioia e Tristezza. La memoria è anche protagonista nel film ed ha avuto critiche e elogi dal punto di vista scientifico. Tra le critiche c'è la deduzione che i ricordi siano tipo dei file che vengono recuperati e riprodotti come un film, sempre lo stesso. Numerosi studi hanno dimostrato invece come la memoria sia uno strumento inaffidabile, che si può anche manipolare e che possono essere inseriti ricordi di cose che non sono mai accadute. In Inside Out, tuttavia, si vede bene come le emozioni trasformino i ricordi, come siano rielaborati nel presente.

Ma l'aspetto quasi rivoluzionario del film è che “Tristezza” diventa, lungo il film, un personaggio chiave, dando alla storia una svolta narrativa veramente emozionante. Rivoluzionario, soprattutto perché è stato creato in America, in una società dove il successo e la felicità sembrano obbligatori, e dove l'edonismo inonda tutte le sfere della vita.

La tristezza è un emozione che esegue funzioni utili per gli esseri umani, e questo si vede bene nel film. Infatti Gioia, che potrebbe anche essere considerata il nostro desiderio di vivere, deve servirsi della tristezza per evitare che la bambina protagonista si isoli di tutto e di tutti.

Anche se spesso è considerata un'emozione da evitare, la presenza della tristezza nel nostro bagaglio emotivo indica che dovrebbe offrire qualche vantaggio evolutivo, come per esempio la paura ci aiuta a sfuggire al pericolo, la rabbia ci chiede di lottare, ed il disgusto ci fa respingere cose che potrebbero farci del male. I ricercatori riferiscono degli studi che collegano il dolore ad una maggiore eccitazione fisiologica che risveglia il corpo in modo che la persona reagisca dopo una perdita. Le persone che sono più felici a volte sono meno motivate ad agire, mentre una persona che si sente triste avrà più ragioni per cambiare.

La tristezza ci mette in contatto con i nostri bisogni profondi, ci spinge ad esprimerci e a cercare delle soluzioni, e di conseguenza, ci mette in contatto con gli altri e ci rilancia alla vita.