La relazione tra nascita pretermine e l'attaccamento

Le complicazioni mediche legate alla nascita influenzano la relazione diadica?

Pubblicato il 30 ottobre, 2015  / Genitori e figli
La relazione tra nascita pretermine e l'attaccamento

La funzionalità sociale e relazionale dell'individuo, affonda le proprie radici all'interno delle primissime interazioni tra madre e bambino: il legame precoce che si instaura tra i due inciderà sullo sviluppo futuro del soggetto in ogni aspetto della sua vita. L’argomento sviluppato in questo articolo è correlato al fenomeno della nascita prematura ed a come questa determini delle significative alterazioni nelle varie tappe che la diade madre-bambino attraversa prima e dopo la gravidanza.

Le  complicazioni mediche iniziali, l’inusuale stimolazione ambientale, i molteplici trattamenti a livello fisico e anche le difficoltà di tipo interattivo-relazionale, possano influenzare lo sviluppo dei bambini pretermine e portare ad un ritardo o ad un deficit a livello cognitivo, motorio, linguistico e sociale. Per questi motivi, lo sviluppo di un bambino nato pretermine evidenzia un percorso evolutivo alquanto complesso. Ciò nonostante, la prematurità non costituisce di per sé un fattore in grado di determinare effetti negativi e prevedibili sullo sviluppo del bambino.

L’esito sfavorevole associato alla prematurità sembra essere, infatti, il risultato dell’interazione tra questa e una molteplicità di altri fattori di rischio di natura sia familiare che sociale. Dall’analisi del corpus teorico e dalla rassegna delle ricerche più recenti sull’argomento, sono emerse utili indicazioni per la creazione di progetti di prevenzione e di intervento.

La promozione di questi progetti avrebbe come finalità quella di favorire, oltre ai miglioramenti delle condizioni di salute del piccolo paziente, lo strutturarsi di una buona relazione fra i genitori ed il bambino. Tali interventi sono volti ad aumentare la probabilità che il neonato intraprenda, nell’infanzia e nell’adolescenza, percorsi evolutivi sani e funzionali.

Lo  studio di Meijssen e colleghi (2011) ha evidenziato come il supporto materno dovrebbe iniziare immediatamente dopo la nascita del bambino per creare le basi per un’immediata interazione positiva tra i due. La fase immediatamente successiva alla nascita è da considerarsi, infatti, come un periodo critico per lo sviluppo della relazione fra madre e figlio ed è per questo motivo che un supporto psicologico di facile accesso permetterebbe alla neomamma di affrontare meglio le frustrazioni che nascono nell’interazione con il piccolo prematuro sia in ospedale che a casa.

Evans e colleghi (2012) hanno sottolineato l’importanza di sottoporre le madri a procedure di screening per migliorare il rapporto coniugale e ridurre l'evitamento esperienziale. Anche il contatto fisico tra madre e figlio potrebbe essere incoraggiato subito dopo la nascita. Infatti, si osserva che tanto maggiore è il periodo di separazione della madre dal neonato, tanto maggiori sono i rischi di un disinvestimento materno nei confronti del bambino (Feldman, Weller, Leckman, Kuint, Eidelman, 1999).

Fondamentale è il ruolo dello staff medico ed infermieristico dei reparti di maternità che potrebbe chiarire alla donna i vari aspetti correlati ad una gravidanza a rischio ed informarla sullo stato di salute del proprio figlio in seguito ad un parto prematuro. In questi casi le informazioni devono essere presentate in modo pratico e in una luce positiva che normalizzi l'esperienza del parto.

Per quanto concerne le caratteristiche dell’interazione diadica, la ricerca condotta da Poehlmann et al (2011) ha evidenziato che, a quattro mesi, le madri dei bambini che hanno affrontato maggiori rischi, si mostrano meno intrusive, più sensibili e più coinvolte nel gioco rispetto alle madri i cui neonati hanno affrontato minori difficoltà mediche. Questa differenza, stabile nel tempo, è sicuramente importante ai fini della progettazione di interventi che incentivino le capacità adattive dei bambini pretermine.