"Famiglia prevalentemente sana": Noi lo siamo?

Pubblicato il 22 gennaio, 2015  / Genitori e figli
"Famiglia prevalentemente sana": Noi lo siamo?

Dagli studi fatti in tutti questi anni e dall'esperienza professionale che ho potuto fare con numerose e diverse tipologie di famiglie ho potuto riscontrare che, oltre al concetto di flessibilità della famiglia, esistono quattro aspetti fondamentali della vita familiare che saltano all'occhio e che concorrono nel determinare se una famiglia sia prevalentemente funzionale (sana) o prevalentemente disfunzionale (patologizzante) in quanto non esistono famiglie completamente sane o completamente patologiche ma si dispongono lungo questo continuum:

  • I sentimenti e le idee che ciascun membro della famiglia ha di sé stesso (AUTOSTIMA);

  • Le modalità di COMUNICAZIONE tra i membri della famiglia;

  • Le REGOLE che utilizza il sistema familiare al suo interno per regolare le relazioni;

  • Il modo in cui queste regole vengono utilizzate per relazionarsi con la SOCIETÀ

Vorrei parlare nello specifico del concetto di AUTOSTIMA e vorrei introdurlo con un esempio che mi è rimasto impresso nella memoria da quando seguivo le lezioni dell'Università, non ricordo il nome dell'autore che portava questo esempio ma mi è rimasto in mente perché, a mio avviso, determinante per comprendere le relazioni che ciascuno di noi instaura con gli altri:

"Quando due persone si incontrano in una stanza, in realtà, in quella stanza ci sono 4 persone: l'idea che uno ha di sé, l'idea che uno ha dell'altro e lo stesso per l'altro individuo".

Siccome l'idea che ci facciamo degli altri, molto spesso, nasce da un confronto con quello che siamo noi, come ci percepiamo, è tanto più facile farci un'idea sbagliata degli altri quanto meno conosciamo noi stessi. Le relazioni risentono molto di queste idee che sono presenti nella nostra testa.

Perché dico questo? Che cos'è l'autostima? Si usa spesso questa parola ma sappiamo veramente attribuirle un significato?

La parola Autostima è scomponibile in due parti: Auto e Stima.

L'Autostima, infatti, riguarda la capacità di valutare sé stessi e di trattarsi con dignità, amore e realismo.

Avere una buona Autostima non significa essere sempre al top, essere sempre ottimista e non fallire mai. Generalmente si tende a pensare che chi ha una buona autostima è una persona destinata a grandi successi, a costruirsi un grande futuro e non soffrire. Ciò è vero solo in parte:

Se avere una buona Autostima significa avere una buona capacità di auto-valutarsi vuol dire che, chi la possiede, è in grado di riconoscere anche i propri sentimenti più bassi: la stanchezza, la tristezza, la depressione, il fallimento senza essere costretto a negarli. Anche le persone con un'alta autostima possono sentirsi giù ma queste persone non si catalogano come indegni e negano questi sentimenti.

"Famiglia prevalentemente sana": Noi lo siamo?
Facendo un paragone con i computer o con i cellulari, noi possiamo considerare l'autostima come quella spia che ci dice quanto è piena la batteria e possiamo considerare la carica della batteria come una energia interna che è piena quando ci sentiamo su, al massimo, e vuota quando ci sentiamo a terra, completamente scarichi.

Una buona autostima ci da la capacità di leggere correttamente il livello della nostra batteria interna, di accettare, appunto, anche la possibilità di essere scarichi ma senza per questo farne un dramma e considerarci da meno rispetto agli altri.

Dopotutto anche un iphone 6 può avere la batteria scarica, può fallire il caricamento di una pagina internet e può perfino dare "errore invio messaggio" ma resta sempre un cellulare molto buono!

Per portare un esempio pratico possiamo parlare di bambini:

i bambini che hanno una buona stima di sé possono sostenere molti fallimenti a scuola (molti errore invio messaggio) o tra pari, mentre un bambino che non ha una buona capacità di auto-valutarsi, di auto stimarsi, può sperimentare molti successi ma sentire un dubbio profondo rispetto al proprio valore, perfino una sola esperienza può avere effetti sproporzionati.

È come se l'iphone, subito dopo un errore invio messaggio fissasse la spia della batteria sull'1% anche se in realtà avrebbe ancora una carica superiore al 50%.

Questa capacità di auto stimarsi si riflette sui nostri comportamenti e su quelli dei bambini. In che modo?

Quando ho una buona capacità di auto valutare la mia batteria e mi sento pieno, mi sento bene, mi piaccio, affronto la vita da una posizione di dignità, amore e realismo.

Quando non ho una buona capacità di autovalutarmi corro il rischio di sottovalutarmi, di punirmi ed affronto la vita con paura, insicurezza, mi punisco e punisco gli altri ritenendoli responsabili delle mie azioni.

Accettare la nostra unicità è uno dei principi fondamentali per sviluppare una buona autostima. I genitori hanno il compito di unirsi ai propri figli nella scoperta di chi sono veramente.

L'obiettivo è liberarsi dai preconcetti di come il proprio figlio dovrebbe essere per scoprire insieme come veramente è!

Questo fa si che i genitori siano degli scopritori e degli esploratori e non dei detective o dei modellatori.

Il processo di scoperta di sé sostenuti da un adulto da una spinta all'autostima di ogni bambino.

Per fare questo, per permettere ai propri figli di sviluppare una buona autostima è necessario che gli stessi genitori godano di questa capacità, che abbiano anch'essi una buona autostima.

Vorrei concludere questo concetto con una citazione:

"L'autostima si insegna facendo attenzione alle uguaglianze e alle differenze di tuo figlio. Fai questo nello spirito della scoperta, non nel contesto della competizione o del paragone" (Virginia Satir)

La capacità di auto stimarsi determina, come abbiamo detto l'idea che abbiamo di noi e l'idea che abbiamo degli altri, idee che a loro volta determinano il modo di relazionarci con gli altri.

Nel relazionarci con gli altri entra in ballo il concetto della comunicazione e quindi l'importanza di comunicare agli altri il livello della nostra batteria.

Se abbiamo una buona autostima ci serve una buona capacità di comunicare agli altri come ci sentiamo:

possiamo dire : "oggi mi sento scarico" e gli altri sapranno cosa aspettarsi da noi, di cosa abbiamo bisogno e la relazione ne trarrà giovamento.

Oppure possiamo dire: "oggi mi sento carico!" allo stesso modo gli altri sapranno cosa aspettarsi e la relazione ne trarrà giovamento anche in questo caso.

Quindi una buona autostima è alla base dello sviluppo di una buona comunicazione interpersonale e dello sviluppo di relazioni interpersonali sane e corrette che portino la famiglia più sul versante della "famiglia prevalentemente sana".