L’ansia e l’angoscia nel mondo del lavoro precario

Come riuscire a starci? Come stare in equilibrio tra sensi di colpa e di fallimento?

Pubblicato il 10 dicembre, 2017  / Crescita Personale
L’ansia e l’angoscia nel mondo del lavoro precario

Il mondo del lavoro oggi è difficile, complesso e precario. Non è certo quello che ci era stato prospettato dalla generazione precedente, ovvero:  studia, impegnati e avrai un posto nella società. Oggi non è così. Questa aspettativa ormai superata che comunque persiste ancora in molti di noi, genera angoscia e depressione perchè spesso ci si accolla la responsabilità in toto di una situazione lavorativa instabile o assente.

Come riuscire a starci? Come stare in equilibrio tra sensi di colpa e sensi di fallimento?

Sicuramente ognuno di noi ha un peso nel proprio destino. Ma non si può non concatenare questo destino alla società in cui viviamo e distribuire quindi colpe o responsabilità. 

Noi siamo parte di un tessuto sociale e societario: cambiamo noi e cambiano le cose nel mondo, cambiano le cose nel mondo e cambiamo noi. Noi siamo parte del tutto.

Spesso vengo a contatto con persone che lamentano un grande senso di impotenza che li rende di umore molto molto depresso.

Anche se non si può ovviamente generalizzare, possiamo dire comunque che in genere, ognuno di noi ha una parte nel suo destino, lo hanno detto e scritto in tanti intellettuali e studiosi. Ma...c’è un ma! non si può prescindere dal contesto ambientale e sociale. Il mondo del lavoro oggi  per l’appunto non è quello che ci è stato promesso. E’ precario, senza garanzie, con pochi diritti, almeno nella maggior parte dei casi. C’è poi non c’è poi torna ad esserci. E per i quarantenni scarseggia ancora di più perchè spesso risultano essere troppo qualificati per mansioni che vengono affidate spesso a stagisti o principianti.

Che fare? Nei casi di umore basso che può arrivare fino a vissuti depressivi oltre che parlarne con uno specialista una via possibile potrebbe essere quella di confrontarsi tra persone nella stessa situazione per capire che la nostra responsabilità nella vicenda ha dei limiti. Questo non vuol dire arrendersi. Ma combattere ancora più con forza per modificare le cose partendo da una rinnovata forza ed energia. Se cambiamo noi cambiano le cose fuori, se cambiano le cose fuori cambiamo noi.