Alcune considerazioni sull'ansia: l'immobilità che ci blocca

Pubblicato il 15 dicembre, 2016  / Ansia e Depressione
Alcune considerazioni sull'ansia: l'immobilità che ci blocca

Alcune considerazioni sull'ansia, sindrome molto diffusa specialmente nella vita convulsa delle grandi città...

Uno stato ansioso comporta, a mio avviso, l'essere in attesa di un evento, il più delle volte negativo, anche se si può essere in ansia nell'attesa di qualcosa magari piacevole! Evento sul quale, cosa ancora più importante, sentiamo di non avere alcun controllo o avere, al massimo, un controllo insufficiente.

In tal senso tenderei ad associare l'ansia all'inazione, al sentirsi paralizzati ed impotenti nella non-azione.

Occorre pertanto evadere a tutti i costi ed in qualunque modo da tale immobilismo psichico ed eziandio fisico; "risorgere dalle sabbie mobili dello stato ansioso"...L'ansia in genere si somatizza; intendo dire che lo stato di disagio si percepisce a livello fisico con il respiro che si fa superficiale ed affannoso, lo stomaco che sembra contrarsi, il battito cardiaco che si accelera e così via... ed allora combattiamo il "nemico" sul suo stesso territorio, nella fisicità: impariamo a respirare in modo lento e profondo, iniziamo a praticare una qualsivoglia disciplina sportiva che contempli possibilmente movimenti armoniosi e "lenti" (ottimo ad esempio il tai-chi), ma sopratutto passiamo all'attacco dell'ansia stessa: "lei" ci vuole immobili in "ansiosa" attesa e noi reagiamo "muovendoci", cioè impegnandoci nell'agire e nel progettare il più possibile.

La mia idea è che più si diventa "progettuali", più energie sottraiamo all'ansia stessa impiegandole in modalità costruttive. Detto in altri termini lo stato ansioso si colloca all'opposto della costruttività e della operosità concreta. Insisto quindi nel consigliare di impegnarsi al massimo nella ricerca di finalità profonde ed importanti per la propria vita, cercando di non focalizzare l'attenzione sui sintomi dell'ansia stessa, per quanto fastidiosi ed onnipresenti essi siano: "vivere" non "lasciarsi vivere".

Solo la fedeltà a tutto questo, rende la vita un’appassionante esplorazione delle preziose possibilità che ci vengono poste innanzi, anche quando la realtà sembra sbarrarci la strada.

L'impegno attivo nell'azione concreta ci farà evadere, prima o poi, dalla prigione della non-azione.

“ Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto in noi l’ottenere, non è tolto né possibile a togliere il desiderare.”

( Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1° agosto 1820)

Oserei paragonare l'ansia alla gorgone Medusa: se la fissiamo ci pietrifica, per vincerla occorre evitare di guardarla!