Comportamenti e disturbi del comportamento alimentare nell’obesità

Conoscere per prendersi cura

Pubblicato il 27 giugno, 2021  / Alimentazione
obesità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito l’obesità come un eccessivo accumulo di grasso corporeo in relazione alla massa magra, in termini sia di quantità assoluta, sia di distribuzione in punti precisi del corpo. Le cause sono molteplici e comprendono fattori genetici, fisiologici, comportamentali e ambientali. 

Tra i fattori di mantenimento della condizione di obesità si annoverano stili alimentari che si possono rivelare disfunzionali nell’intraprendere sia un percorso di perdita sia di mantenimento di peso.

L’articolo ha l’obiettivo di descrivere le abitudini e disturbi del comportamento alimentare più frequentemente associati all’obesità.

 

Comportamenti alimentari

La Società Italiana per l’Obesità, nel documento delle linee guida 2016-2017, ha elencato i seguenti comportamenti alimentari, spesso associati ad obesità ma che non sono né specifici né esclusivi della condizione :

  • Iperfagia,
  • Piluccare (o grazing) ,
  • Emotional Eating,
  • Bramosie selettive,
  • Night Eating.

L'Iperfagia prandiale (o gorging) è la tendenza a mangiare rapidamente grandi quantità di cibo al momento del pasto. 

Il Piluccare (o grazing) può essere descritto come mangiare in maniera piccole quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico, per diverso tempo nell'arco della giornata. È un comportamento che può essere presente anche dopo l'intervento di chirurgia bariatrica. L’ingestione non avviene in modo programmato, spesso compiuto distrattamente e che contribuisce ad una sottostima della quantità di cibo assunta.

L'emotional eating, traducibile con "fame emotiva" è forse il comportamento di cui si è parlato più frequentemente e in cui è più probabile riconoscersi. Si intende il mangiare in risposta alle emozioni o a delle situazioni che possono causare ansia oppure stress. In questo caso, il cibo aiuta a regolare l'emozione e la sensazione sgradevole. 

Le bramosie selettive possono essere descritti come un bisogno imperioso di mangiare specifici alimenti, più spesso dolci e grassi. 

Night Eating ossia il mangiare di notte non ha ancora dei criteri diagnostici ufficiali; tuttavia, in base a studi recenti, si può definire con la presenza di uno dei seguenti due sintomi:

  1. ingestione dopo cena di almeno un quarto dell’introito calorico quotidiano,
  2. risvegli con ingestione di cibo almeno tre volte a settimana.


 

Disturbi del comportamento alimentare associati ad obesità 


Binge Eating Disorder

Il binge eating, ovvero il disturbo di alimentazione incontrollata, viene descritto come un disturbo del comportamento alimentare in cui sono presenti diversi episodi di abbuffata. L’abbuffata viene descritta come assumere in un tempo circoscritto (ad esempio due ore) una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo e in circostanze simili. Durante questo episodio, viene esperita una mancanza di controllo rispetto all’atto di mangiare.

Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:

  1. Mangiare molto più rapidamente del normale;
  2. Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di “troppo pieno”;
  3. Mangiare grandi quantità di cibo pur non avvertendo alcun senso di fame;
  4. Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;
  5. Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo.
  6. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
  7. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno una volta la settimana per almeno sei mesi.
  8. Non vengono attuati comportamenti compensatori considerati “inappropriati” e il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.
     

Bulimia Nervosa

Ci sono tre caratteristiche principali della bulimia che sono:

  1. episodi di abbuffata,
  2. ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso,
  3. le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano entrambe in media almeno una volta alla settimana per 3 mesi;
  4. i livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.

 

Prendersi cura

Il 02 giugno si è tenuta la World Eating Disorders Action Day, un evento che ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del fatto che i disturbi alimentari hanno una base genetica e che da questi si possa guarire. La giornata si è focalizzata su #Equity4EatingDisorders, ossia equità che può essere inteso come accesso alle cure e rispetto nelle storie dei pazienti. 

L’obesità non può essere considerata un disturbo del comportamento alimentare, ma tra le sue cause si possono riscontrare abitudini, comportamenti alimentari disfunzionali fino ai disturbi del comportamento alimentare. Infatti, i disturbi del comportamento alimentare portano la persona ad avere regole rigide sulla dieta e sul rapporto con il cibo e quindi ad assumere cattive abitudini

Riconoscere e prendersi cura dei comportamenti e disturbi alimentari è parte integrante della cura dell’obesità.

La letteratura ha messo in evidenza la presenza di uno stigma nei confronti dell’obesità, liquidando spesso la sofferenza con la frase “mangia meno e muoviti di più” oppure alla “forza di volontà”. Il termine è fortemente voluto tra virgolette perché suona irrispettoso per il paziente che soffre in questa condizione.

Individuare le cause dell’aumento di peso e affrontare gli ostacoli possono includere l’alimentazione scorretta e i disturbi alimentari. Non va dimenticato che la persona può ricorrere al cibo come risposta alle esperienze di stigma oppure, a causa dello stigma, può assumere comportamenti non salutari. Un primo passo è legittimare la presenza di una fragilità che viene gestita grazie al cibo e, quindi, aiutare la persona a capire che certi comportamenti non sono una colpa.Un percorso psicologico si rivela fondamentale per comprendere e quindi affrontare quei comportamenti che mantengono la condizione di obesità.


 

Bibliografia

  • Standard Italiani per la Cura dell’Obesità (SIO-ADI, 2016-2017).
  • Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5).
  • Di Pauli, D. (2021) Obesità e stigma. Positive Press: Verona