Quando mi guardo allo specchio...

Affrontare le problematiche dell’immagine corporea nell’obesità

Pubblicato il 14 luglio, 2021  / Alimentazione
Quando mi guardo allo specchio...

L’estate si accompagna frequentemente con un bombardamento mediatico sul corpo, ad esempio sui fisici ideali in spiaggia oppure diete miracolose. L’esposizione a queste pubblicità, è ormai noto, che funziona come fattore di rischio per le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare

 

La complessità nella definizione di immagine corporea

L’immagine corporea è un costrutto complesso che, nel corso del tempo, ha avuto diverse definizioni, con l’obiettivo di descrivere i diversi aspetti. In questo articolo ho scelto di utilizzare la definizione più recente di Cash (2002), che la descrive come un insieme di percezioni e atteggiamenti di ciascuno collegati al proprio corpo, tra cui pensieri, convinzioni, sentimenti e comportamenti.

 

Problematiche legata all’immagine corporea nell’obesità

L’immagine corporea negativa è un fattore di rischio per lo sviluppo di altre componenti dei disturbi alimentari quali la restrizione calorica, episodi di abbuffata ed affettività negativa.

Nell’obesità si evidenzia un’importante discrepanza tra il Sé reale e il Sé ideale. Quest’ultimo è basato su stereotipi imposti dalla società, pubblicità e social media. Nella quotidianità e nella vita del paziente, questo trova una sua evidenza nello stigma sul peso e sull’obesità che si può manifestare non solo nelle relazioni del paziente ma anche un’interiorizzazione dei giudizi subiti in vita.

Gli aspetti psicologici legati all’insoddisfazione dell’immagine corporea sono rilevanti perché diventano fattori di rischio per le problematiche alimentari. Questi si intrecciano  con bassa autostima e su eventuali sintomi depressivi. La bassa autostima è uno dei fattori di mantenimento perché porta sia i pazienti a sentirsi impotenti rispetto al cambiamento sia nel perseguire i propri obiettivi

La letteratura mette in evidenza come nell’obesità ci sia una percentuale di diagnosi di Binge Eating Disorder, ossia Disturbo d’Alimentazione Incontrollata. Infatti le emozioni negative legate all’insoddisfazione dell’immagine corporea possono portare la persona a spostare l’attenzione dai pensieri e giudizi sul corpo verso le sensazioni tangibili date dal cibo. Di conseguenza, la persona potrebbe ridurre momentaneamente la consapevolezza della quantità di cibo che viene assunto. inoltre, le persone con insoddisfazione dell’immagine corporea possono adottare delle strategie di fronteggiamento che comprendono la distrazione, l’evitamento e auto-criticismo.
 

I cambiamenti nell’immagine corporea dopo la chirurgia bariatrica 

Gli interventi di chirurgia bariatrica hanno l’obiettivo di limitare la quantità di cibo che viene ingerita o alternando la capacità del corpo di assorbire il cibo. Nonostante questo sia una cura e che l’obiettivo principale sia la salute, è frequente che per l’insoddisfazione dell’immagine corporea abbia un ruolo nel decidere di intraprendere una cura per l’obesità. La letteratura ha messo in evidenza che, anche dopo l’intervento, può persistere un’insoddisfazione per il proprio corpo. Quindi è importante rimarcare che la sola perdita di peso non è quindi sufficiente a determinare un cambiamento della componente emotiva dell’immagine corporea che è connessa al mondo emotivo dei soggetti e meno agli stimoli esterni.

Inoltre, le aspettative e l’insoddisfazione corporea possono essere un fattore di rischio per la corretta gestione del peso e negli aspetti psicologici nel pre e nel post intervento (Mian, 2012).

Alcuni pazienti operati di chirurgia bariatrica e che hanno perso molto peso raccontano di chiedere la solita taglia e non ritrovarsi nella nuova taglia proposta dalla commessa. 

Lavorare sull’ insoddisfazione corporea può essere un intervento di prevenzione di uno dei fattori di rischio del recupero del peso corporeo nel post intervento.

 

Intervento psicologico 

La letteratura presenta due tipologie di intervento psicologico: il primo legato al percorso della perdita di peso, in cui non viene data un’attenzione specifica all’immagine corporea, e un secondo che è principalmente orientato al trattamento dell’immagine corporea.

Un fattore protettivo e, di conseguenza, un fattore su cui lavorare in terapia con i pazienti è la self-compassion, che può essere descritta come il riconoscere la sofferenza, il fallimento e il senso di inadeguatezza come parte dell’esperienza umana e che tutte le persone meritano compassione. Sviluppare un atteggiamento self-compassion può mitigare le emozioni e pensieri elicitati da un’immagine corporea negativa (Braun et al., 2016).

 

Conclusioni:

L’immagine corporea è un costrutto complesso che comprende pensieri, convinzioni, sentimenti e comportamenti legati al proprio corpo. Molto spesso, i pazienti che affrontano un percorso di perdita di peso collegano l’obiettivo della perdita di peso con l’aspettativa che conseguentemente anche l’immagine corporea possa migliorare. Aiutare il paziente a scindere tra il percorso di perdita di peso e l’insoddisfazione per la propria immagine corporea può diventare un fattore protettivo nel percorso della gestione del peso dopo l’intervento e nel lungo periodo. 



 

Bibliografia

  • Braun, T. D., Park, C. L., & Gorin, A. (2016). Self-compassion, body image, and disordered eating: A review of the literature. Body image, 17, 117-131.
  • Cash T.F., Pruzinsky T. (2002). Body image: A handbook of theory, research and clinical practice. New York: Guilford Press
  • Cuzzolaro, M., & Fassino, S. (2018). Body image, eating, and weight. Springer, New York
  • Mian, E. (2012). Percezione e insoddisfazione corporea nei pazienti obesi candidati a intervento di chirurgia bariatrica. Congresso Congiunto SIO-SICOB
  • Sarwer DB, Thompson JK, Cash TF. Body image and obesity in adulthood. Psychiatr Clin North Am. 2005 Mar;28(1):69-87, viii. doi: 10.1016/j.psc.2004.09.002. PMID: 15733612.