risposte dello specialista Valentina Giovannetti
Ci amiamo ma vite diverse
Apri domandaGentile Francesca, per prima cosa mi viene da chiederle: di che risposta ha bisogno? Di qualcuno che le dica qual è la cosa giusta da fare? Credo che qui non possa trovare qualcuno che le dica "Faccia questo, e vedrà che tutto andrà bene". Noi psicologi non abbiamo questo compito, ma quello di fare esplorare le opzioni che le persone hanno a disposizione, i limiti e gli ostacoli che incontreranno, le risorse e gli strumenti per affrontare le situazioni difficili. Qualsiasi strada sceglierà andrà bene, se fatta con la consapevolezza di quello che potrà trovare e di quello che potrà perdere. Credo che affrontare questa situazione, per lei difficile e tormentata, insieme a uno psicologo possa aiutarla a chiarire quali sono le cose più importanti e quali sono le cose invece a cui può rinunciare e, soprattutto, a non sentirsi sola, ma accompagnata in questo percorso di scelta. Consapevole del fatto che questa mia risposta è lontana dal poter essere risolutiva per lei, spero che in qualche misura possa comunque esserle di aiuto. Un caro saluto, Valentina Giovannetti...
Essere definito "strana " o "mattoa" mi condiziona la vita
Apri domandaGentile Elena, capisco come ci si possa sentire quando si viene etichettati come diversi. Il bisogno di appartenere a un gruppo è uno dei bisogni fondamentali dell'essere umano ed è importante poterlo soddisfare. A volte i gruppi non sono inclusivi, perché hanno difficoltà a comprendere aspetti delle persone che si discostano da ciò che è ritenuto il carattere del gruppo. I gruppi maturi, invece, sono in grado di accogliere e includere anche gli aspetti "devianti" dalla norma (ho messo le virgolette, in quanto mi riferisco a un concetto statistico e non a un giudizio) e in questo senso promuovono un senso sano di appartenenza. Al pari dei gruppi, anche le singole persone hanno la difficoltà ad accettare quelle parti di sé che vengono considerate strane, indesiderabili o non comuni. Imparare ad accettare queste parti di sé come degne di esistere è un buon modo per migliorare il proprio benessere psichico e relazionale. Se siamo in pace con noi stessi, se siamo in grado di amare le nostre diversità (e tutti ne abbiamo), allora è più facile anche non accusare il colpo quando qualcuno ci fa notare qualcosa di strano in noi. E magari possiamo anche replicare con ironia. Un percorso di psicoterapia è un metodo efficace per imparare ad amare e includere le parti indesiderate di sé. In particolare la terapia di gruppo può essere indicata in questi casi. Le nostre diversità e stranezze possono diventare delle risorse molto importanti, per sé e per gli altri. La invito a riflettere sulle risorse che sono connesse a quelle che giudica "stranezze". Spero di esserle stata in qualche modo di aiuto. Un caro saluto, Valentina Giovannetti...