articoli di psicologia della Dott.ssa Claudia Angelini

risposte dello specialista Claudia Angelini

 2  risposte
  Vis. Profilo

paura della morte

Apri domanda

Cara Eleonora, mi permetto di darti del tu, vista la tua giovane età. Dalle tue parole si avverte nitidamente il tuo malessere e immagino quanto questo sia doloroso per te. Il fatto che tale condizione faccia parte della tua vita da sempre (o perlomeno, come dici tu, da quando hai memoria) mi fa presupporre che essa non sia legata alla perdita di una persona cara, ma riveli piuttosto una spiccata sensibilità, da parte tua, oltre che un grande senso di solitudine. È frequente, infatti, che i bambini si interroghino su temi di così vasta portata ma certo questo può diventare motivo di grande angoscia e preoccupazione per loro, se non riescono a “consegnare” i loro dubbi e le loro paure ad un adulto significativo che possa accogliere le loro domande e timori, riuscendo a rassicurarli e a trasmettere loro il coraggio di andare per il mondo con gioia e fiducia. Tu stai attraversando un momento delicato, che segna il passaggio all’età adulta, ed è comprensibile che proprio ora si riaccendano in te incertezze e interrogativi sulla vita, sul tuo futuro. Prova a trovare intorno a te (nella tua famiglia o altrove) una persona fidata che possa rappresentare un riferimento a cui poterti appoggiare in questo periodo, a cui poter dire ciò che si muove dentro di te. Se non ti viene in mente qualcuno che conosci, puoi rivolgerti ad uno psicologo-psicoterapeuta che ti potrà accompagnare in questo importante momento di crescita. È importante che tu non rimanga sola, nell’affrontare questa situazione, e vedrai che passerà presto. Ti saluto con le parole di una canzone di Jovanotti, che mi sembrano appropriate per ciò che stai vivendo: “…la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare…” Dr.ssa Claudia Angelini...

Mancato perdono

Apri domanda

Gent. sig. Daniel, mi colpisce molto la sua lettera perché, dietro all’evidenza di un grande dolore e di una rabbia ancora vivi dentro di lei (e dovuti alla sua storia di padre di un ex tossicodipendente), è altrettanto palpabile il suo dispiacere per non consentirsi di ri-avvicinarsi al suo ragazzo, un figlio che certamente ha disatteso le sue/vostre aspettative di genitori, “costringendovi” a vivere esperienze di grande sofferenza. Lei scrive di “aver perso per sempre quel figlio” ma la sua lettera suona come un appello affinché qualcuno la aiuti a ritrovare la strada per raggiungerlo. E allora, provi a sostituire il silenzio con le parole: provi a dare voce al dolore provato negli anni bui, provi a parlare a suo figlio. Certo, all’inizio non saranno parole d’amore, quelle che usciranno dal suo cuore, ma lei ha bisogno di esprimere (anche) la rabbia, la paura, la preoccupazione di un padre che teme/ha temuto per la vita di suo figlio. E anche per suo figlio sarà importante ascoltare tutto questo: sapere che, anche attraverso la rabbia, il suo papà gli sta dicendo l’amore che ha per lui e l’angoscia provata negli anni dello smarrimento. Se pensa sia troppo difficile riprendere il dialogo diretto con suo figlio, può iniziare a scrivergli una lettera, in cui potrà esprimere ciò che vuole fargli sapere. Provi a scrivere di sé, di come si è sentito allora e di come si sente ora, di ciò che vorrebbe per voi due… Provi a darsi questa possibilità, pensando che lo sta facendo innanzitutto per se stesso, perché questo è ciò di cui lei ha bisogno ora. Se vorrà, mi faccia sapere… Claudia Angelini...