risposte dello specialista Giovanna Cappiello
Ansia e paranoie per una frequentazione
Apri domandaQuello che sta vivendo è un conflitto interno molto comune: da una parte il legame emotivo, profondo e nutriente che ha costruito con questa persona, dall’altra il suo sentire più istintivo. Pare che la sua ansia nasca dalla paura di non fare la cosa giusta. La cosa giusta è solo la cosa giusta per noi. L’attrazione fisica e l’affinità emotiva sono due dimensioni diverse, entrambe legittime. Spesso veniamo portati a pensare che dare importanza all’aspetto fisico sia sbagliato o immaturo, e così iniziamo a colpevolizzarci, ma il desiderio non nasce per dovere, né per coerenza morale. D’altro canto, ha scoperto la bellezza di questa persona che non è di pari passo con l’attrazione, e va bene, non ha l’obbligo di proseguire una relazione romantica laddove non si senta sicura di voler procedere in quella direzione. Un punto molto delicato è anche la paura di perderlo. È comprensibile e voler bene a qualcuno non significa doverci stare insieme. Restare in una relazione per timore della perdita, o per senso di colpa, alla lunga rischia di far soffrire entrambi. Non deve decidere tutto subito, può darsi tempo. Qualunque scelta, anche quella che reputa più controversa, non dirà di lei che sarà una persona superficiale, ma semplicemente che sta provando ad essere autentica con sè stessa e con l’altro. La invito a dare voce a ciò che sente senza giudizio, riconoscendo che è lecito scegliere per sé, i propri canoni e valori. L’autenticità, anche quando fa male, è sempre una forma di rispetto. Per noi e per gli altri....
Incapacità di adattarmi alle nuove situazioni
Apri domandaSalve e grazie per aver condiviso le sue sensazioni. A volte ci sono periodi in cui ci sentiamo meno flessibili o più in difficoltà di fronte ai cambiamenti, anche se non sempre è subito chiaro il perché: solitamente non esiste una risposta univoca poiché ogni vissuto merita un suo spazio personale di cura e attenzione. Spesso queste fasi hanno proprio qualcosa da raccontarci su quello che stiamo vivendo. Ad oggi, grazie alle neuroscienze, sappiamo che il nostro cervello è plastico per cui è possibile, anche a 35 anni, recuperare una certa flessibilità. Potrebbe essere utile capire, anche con un ulteriore supporto, in quali situazioni sente più questa difficoltà, cosa prova in contesti nuovi, se c’è stato qualche cambiamento recente nella sua vita e altre variabili che possono influire sulla sua situazione attuale. Le auguro di prendersi cura di sé, con qualunque mezzo a disposizione. Dott.ssa Giovanna Cappiello...