Gemma domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 04/11/2017

Agrigento

Anaffettività e dipendenza affettiva

La mia profonda sofferenza. Poco meno di un anno fa ho conosciuto lui,mio collega di lavoro. Bello,brillante,simpatico,estremamente intelligente,un uomo di cultura. Ci siamo innamorati,sembravamo fatti l'uno per l'altro. Un rapporto emotivamente e fisicamente molto intenso,inizialmente clandestino (io avevo un compagno -delizioso,che mi adorava,la mia storia 'perfetta' ,almeno fino a quel momento -
che però ho lasciato per lui). Quando abbiamo iniziato a viverci quotidianamente e nel mondo reale è stato un disastro..premetto che lui in passato ha sofferto di depressione a causa di gravi problemi in famiglia,è andato in terapia per anni ed io ne ero al corrente..ma mai avrei immaginato potesse esser cosí difficile. Io dal mio canto mi sono ritrovata in una città nuova con un nuovo lavoro,a 600km da casa, senza punti di riferimento a parte lui e probabilmente ho iniziato a legarmi troppo,sempre di piú. Lui reagiva a questo mio attaccamento diventando sempre piú rigido, di ghiaccio,apatico,incapace di provare emozioni,incapace di qualunque gesto di amore. Questo mi ha letteralmente devastata,rendendomi insicura,appiccicosa,bisognosa. Siamo entrati in un circolo vizioso per cui piú io cercavo conferme,tempo,attenzioni,piú lui aveva bisogno di spazio. diverse volte ci siamo allontanati dicendoci di aver bisogno di tempo ma poi siamo prontamente tornati. Eppure sebbene mi renda conto di non riuscire ad essere felice in questo rapporto e mi senta frustrata,umiliata,spesso inappagata, sento anche di dover combattere perchè non ho mai provato un sentimento cosí intenso in tutta la mia vita e so che per lui è lo stesso anche se si dimostra assolutamente incapace di amare,di dare ecco..soltanto che ho mille dubbi..ho 28 anni e non vorrei rovinarmi la vita cosí..

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 05/11/2017 - 07:48

Milano
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Gentile Gemma, lui bello, brillante, colto. L'altro, quello di prima, un compagno delizioso con cui aveva creato una storia perfetta. Nel mondo reale, è tutto diverso. In una città nuova, egli è il suo unico punto di riferimento. E' molto difficile gestire una relazione nella quale l'Altro sia l'unico oggetto d'amore, sovrainvestito di qualità, affetti e responsabilità. Mi verrebbe da chiederle se ha altre relazioni, amicizie, interessi, passioni. Il rapporto duale, quello intenso, esclusivo, puo' essere appagante e coinvolgente nelle prime fasi dell'innamoramento. Se rimane duale, troppo autocentrato, troppo chiuso in sé, rischia di diventare un rapporto soffocante. Il prototipo del rapporto duale è quello madre-bambino: un bambino che succhia da un seno (o sostituto del seno) generoso. E' un rapporto di dipendenza, non potrebbe essere altrimenti. C'è bisogno di un terzo: un'amicizia, un interesse, un impegno a migliorarsi...Ora, nel suo caso, non sappiamo se questa lettura possa essere giusta: potrebbe semplicemente aver trovato la persona sbagliata. Oppure, la storia si ripete e trova sempre uomini "perfetti" da cui poter avere tutto...

Dott.ssa Serena Fuart Inserita il 04/11/2017 - 09:51

Buongiorno, siete entrati effettivamente in un circolo vizioso, può essere che la reazione di lui sia di spavento rispetto il bisogno di conferme da parte di Lei, oppure ci possono essere anche altre narrazioni rispetto questo vostro "non comprendervi". Dei consulti psicologici potrebbero portarvi a capirvi meglio dato che nonstante tutto siete sempre tornati insieme e questo fa capire che tra voi c'è una reciprocità di scelta molto importante da non sottovalutare.
Rimango a disposizione per ulteriori informazioni
Dott.ssa Serena Fuart