Bassa autostima nella coppia..
Buongiorno,
Premetto che il quesito non mi riguarda personalmente, ma esso sta logorando il rapporto con la persona che amo, un ragazzo di 32 anni.
Ho sempre avuto coscienza della sua bassa autostima, ma recentemente il problema si é fatto più serio.
Per cominciare dovrei partire dal fatto che la nostra storia ha avuto qualche difficoltà fin dall'inizio a causa di una sua ferita sentimentale non ancora rimarginata (tradimento dell'ex ragazza).
Penso sia stato questo fatto ad aggravare una personalità già fragile...nonostante sia stato lui a chiedermi di fidanzarci (senza pressioni da parte mia), inizialmente aveva difficoltà a lasciarsi andare (anche sessualmente) e a fidarsi di me!.
Tante piccole cose che io non comprendevo...un esempio banale: non voleva presentarmi ai genitori perché essendosi affezionati alla precedente ragazza (e poi delusi) temeva di illuderli o ferirli nuovamente; me li ha presentati dopo 3 anni e dopo svariate richieste da parte loro!.
Anche dal punto di vista lavorativo non si sente "tranquillo" e gratificato, lavora più del dovuto (straordinari e mansioni non di sua diretta competenza, affidatogli da colleghi furbetti) ed è in costante ansia perché teme di non fare mai abbastanza e di non meritarsi ciò che ha, è sempre il primo ad assumersi le colpe e a prendersi rimproveri, non alza quasi mai la voce perché teme sempre il peggio.
Tre giorni fa, dopo cinque anni di rapporto, l'ho lasciato...ma mi rendo conto di non avere fatto una giusta mossa!.
Lui è "dipendente da me" affettivamente parlando, forse perché ho un carattere forte e si aggrappa al mio (presumo) o vede in me una sorta di madre.... ma non voglio questo! Piuttosto vorrei che imparasse a camminare con le sue gambe!.
Mesi fa mi chiese di sposarlo ed io accettai entusiasta ed i problemi cominciano da qui.
C'erano alcuni sospetti che mi tormentavano....esempio: nella ricerca di una casa, dopo aver contattato per email l'agenzia, improvvisamente mi diceva che non rispondevano al telefono oppure che non corrispondeva a descrizione; stesso discorso per i preparativi "sì, lo faremo", "sì vedremo"...e infine glissava sul discorso e non se ne faceva nulla.
Avevo il sospetto che oltre a raccontarmi bugie, non desiderasse davvero sposarmi ma piuttosto accontentarmi o conformarsi ai suoi amici e colleghi sposati.
Questo sospetto è diventato realtà quando mi ha confessato che non si sente pronto, non si sente all'altezza di diventare padre, teme di deludermi o deludere i suoi e i miei, teme di trovarsi senza lavoro e di non saper gestire la situazione...dice che si sente fragile, stressato dal lavoro, sotto pressione e che forse è il caso di parlarne tra due anni (dovevamo sposarci l'anno prossimo).
Ribadisco che per me non fa grossa differenza tra quanti anni ciò avverrà, ma credo che questo rimandare e temporeggiare sia solo una fuga dalle responsabilità e che non sarà pronto neppure tra due anni!.
Ha comunque ammesso di amarmi, di volermi nella sua vita e che ci tiene tantissimo.
Delusa dalla risposta e consapevole che non si può forzare una persona a fare un passo del genere, se non pienamente consapevole, ho pensato di lasciarlo libero...temo di aver sbagliato però!. Mi cerca e mi dice che gli manco, che ha sbagliato e mi chiede scusa in continuazione...provo pena e non so come aiutarlo! Mi sento un tiranno!. Stando con lui, oltre ad illudermi, continuo ad alimentare questo rapporto di dipendenza...lasciandolo temo ancora di più che stia male e mi sento in colpa.
Oggi gli ho consigliato di andare da uno psicologo per cercare di recuperare un "equilibrio"!.
Mi ha dato ragione ma non so fino a che punto seguirà il mio consiglio...ditemi voi, come dovrei comportarmi nei suoi confronti? Come posso aiutarlo?.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione accordatami,
Cordiali saluti,
Arianna.