davide domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 26/02/2016

Bergamo

Amore malato e tormentato

Buongiorno, sto insieme ormai da un anno ad una mia collega, che ha 2 anni in più(30). Premetto che ha avuto un'infanzia difficile: padre anaffettivo, classico padre padrone che ha sempre trattato la moglie come una serva e nessun affetto nei confronti dei figli. Ha sempre fatto una vita rinchiusa in camera per paura di incrociare il padre, con il quale non ha nessun tipo di rapporto, nemmeno verbale. Ho incominciato a frequentarla dopo che lei aveva interrotto una relazione, durata 8 anni, dopo pochi mesi, in cui lei mi aveva detto fin dall'inizio che non era pronta, non poteva permettersi di innamorarsi perchè capiva che doveva cambiare e sistemare se stessa. Ma cosi non è stato: dopo tutti i timori e i paletti nella sua testa non è riuscita a farne a meno e si è buttata a capofitto. Mi ha sempre detto che ero quello che aveva sempre sognato, che mai nessuno l'aveva trattata come la tratto io, che ero speciale e sentiva che con me aveva tutto quello di cui aveva bisogno. C'è un problema: l'ha sempre vissuta come una vita parallela, non riuscendo a confessarlo a nessuno, come amici(non ha amici stretti) colleghi e madre. I primi mesi sn stati bellissimi, vedevo che era veramente felice e stava bene, ma si domandava perchè stava bene solo con me e non riusciva a stare bene anche quando non c'ero( cioè ripiombava nella sua realtà) e immancabilmente i periodi più bui erano quelli che seguivano giorni in cui stavamo insieme. Si era rifugiata totalmente nella mia vita non facendomi mai entrare nella sua per paura che qualcosa potesse intaccarla. Vedevo che la viveva con un disagio interno, quasi come se avesse paura di ammettere a se stessa di amarmi, e si è sempre dispiaciuta perchè non riusciva a viverla come voleva, non riusciva a essere se stessa e manifestare quello che provava veramente perchè si sentiva che qualcosa la bloccava. Ha paura del giudizio degli altri, che sul lavoro possano parlare di noi nel bene o nel male, pretende di essere invisibile e che nessuno di accroga che esiste cosi da poter fare la sua vita in pace, questa cosa gli crea disagio al lavoro, con ansie, attacchi di panico e paure. è una ragazza molto insicura e instabile, zero autostima, pessimista in tutto, ha sempre bisogno di continue dimostrazioni di affetto e rassicurazioni. Appena qualcosa nuoce alla sua sicurezza mette in dubbio il nostro rapporto, pretende il massimo dell'importanza e non accetta che io abbia i miei spazi, insomma sono io che devo assecondarla in tutto e fare di tutto per lei, lei se ne rende conto e si sente in colpa perche non riesce a ricambiare totalmente, ma dice che è fatta così,sa di essere sbagliata ma non ci può fare niente. Fatto sta che ha deciso all'improvviso di troncare, dicendo che io ero diventato il suo male, che gli ho condizionato la vita e che questa relazione le fa male perchè non riesce a viverla come vorrebbe. Dice che sn la persona più speciale e importante che abbia mai conosciuto, che sa che sn quello che ha sempre sognato e che sono quello giusto, ma la sua testa le dice che deve allontanarsi per stare bene perchè stare con me le fa male. Dopo due settimane mi ha ribadito le cose, ma che adesso si sente più sollevata sul lavoro, che non sta bene ma sta un po meglio perchè sapendo di non stare con me non deve più nascondere niente, ma dice che comunque gli manco e che continua a pensarmi. di punto in bianco non si è fatta più sentire e so che frequenta un'altra persona. Come se avesse trovato un nuovo appiglio che la tenessa a galla in una situazione migliore. Tutto ciò non riesco a capirlo, so che non riesce a stare sola e deve avere sempre qualcuno che le stia vicino, crede che la sua felicità dipenda da chi frequenta e se si sente triste vuol dire che la colpa è del partner

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Elena De Franceschi Inserita il 28/02/2016 - 09:19

Buongiorno,
ho letto con molta attenzione e interesse la sua storia... Suppongo che ora lei si possa sentire frastornato, incredulo e un po' spaesato di fronte alla situazione che si è creata.
Naturalmente per andare un po' più a fondo e comprendere le reali motivazioni alla base del comportamento della sua ex compagna sarebbe importante poter conoscere la sua storia dalla sua prospettiva.
Non è insolito che le persone possano trovare un proprio temporaneo equilibrio attraverso un'altra persona, probabilmente questo indica una certa vulnerabilità perlomeno in determinati ambiti. L'insicurezza forse deriva dall'impossibilità di vivere esperienze e di conoscere il mondo al di fuori della famiglia.
Lei potrebbe essere stato "ossigeno" in questo senso... e forse c'era qualcosa che non convinceva la sua ex compagna fino in fondo, come se sentisse che quella non era la soluzione ottimale, pur facendola stare bene.
Ciò avrebbe potuto determinare un senso di colpa, ulteriore inadeguatezza... e da qui la scelta di troncare il rapporto.
Queste sono solo supposizioni naturalmente che non hanno reale rilevanza.
La cosa importante è che lei non resti "bloccato". Sovente il non riuscire a dare una spiegazione all'accaduto impedisce di andare oltre, come se non ci si concedesse di rimettersi in gioco fino a quando non si ottengono le risposte desiderate.
Forse un giorno comprenderà, o forse non avrà mai questa opportunità.
Il suggerimento che mi sento di darle è quello di restare focalizzato su di sé, sulla propria vita, re-investendo sui suoi progetti personali e a poco a poco riuscirà a prendere le distanze da questa circostanza e a leggerla forse da un'altra prospettiva.
Le porgo i migliori auguri,
Dr. Elena De Franceschi