Desiderio di tradire e scarsa convinzione di amare
Gentile Psicologo,
Sono una ragazza di 18 anni e quest'anno ho avuto per la prima volta un rapporto abbastanza duraturo e molto intenso: sono 10 mesi che sto con il mio ragazzo (coetaneo), con il quale ho provato per la prima volta tutto quello che può offrire una relazione "seria".
In questo periodo di tempo relativamente lungo ho spesso pensato di amarlo, mentre altre volte dubitavo; ciononostante non ho mai pensato di lasciarlo, anzi, con lui stavo estremamente bene da tutti i punti di vista.
Mi sono resa conto però che la nostra relazione si rinsaldava sempre di più dopo il sesso, facendomi pensare che fosse basata quindi su qualcosa di prevalentemente fisico e non emotivo.
All'inizio di quest'estate, verso giugno, ho iniziato a provare un nuovo ed eccitante desiderio di tradire, che restava però solo una fantasia, senza alcuna aspirazione di concretizzarsi.
Questo almeno fino a che non ho conosciuto un ragazzo di due anni più grande, incarnazione perfetta di tutto quello che c'è di opposto al mio attuale ragazzo: incostante, amante del rischio, impulsivo, in altre parole, la tentazione fatta persona.
L'attrazione per lui è stata immediata e si è sviluppata parallelamente all'allontanamento emotivo dal mio ragazzo: sentivo che qualcosa era cambiato, che non era più come prima, o forse me ne rendevo conto solo in quel momento.
Non so se effettivamente il tenebroso ventenne abbia potuto influenzare questa mia volontà di porre fine al rapporto col mio ragazzo o se sia stato solo il casus belli.
Fatto sta che il mio ragazzo si è accorto del disagio che provo quando sto con lui, ne abbiamo parlato e io gli ho chiesto di darmi del tempo.
Il vero problema è che penso di lasciarlo solo nei giorni seguenti ai miei incontri con il ventenne, mentre in altri giorni penso che non potrei mai mai fare a meno di lui, della sicurezza che mi dà. (ma resta comunque il desiderio di tradire)
Sono così volubile che non capisco se sia solo un desiderio di rottura temporaneo e dettato dalla momentanea attrazione per questo nuovo ragazzo oppure un reale disagio (riduzione del desiderio sessuale, fastidio frequente nei contatti, a volte noia ma tutto questo solo dopo gli incontri col ventenne, negli altri giorni non si presenta alcun sintomo anzi, godo di una tranquillità invidiabile) venuto solo adesso alla luce dopo la prolungata assenza (1 mese) delle vacanze estive e per via del fortuito incontro.
Secondo Lei di cosa si tratta e cosa dovrei fare?
La ringrazio in anticipo per la risposta
Cordiali saluti