Paolo  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Arezzo

Non amo più la mia compagna. Innamorato di un'altra

Gentili dottori,
scrivo perché mi sento dilaniato.
Sento che voglio molto bene alla mia compagna, con la quale sono cresciuto. Lei ha qualche anno più di me ed è sempre stata un riferimento importante (anche se a volte mi sono sentito schiacciato). Al di là delle nostre dinamiche di coppia, su cui a volte so che è possibile lavorare, il problema principale è che non mi sento più attratto né sento più un sentimento di amore, ma solo di affetto. È come se fossimo dei buoni coinquilini legati dal grande amore che ci lega a nostro figlio di 8 anni. Io non sento più trasporto né fisico né mentale. Poca felicità, poca gioia, poco trasporto, poca voglia di fare le cose insieme. Questo oramai da tempo...
E adesso vengo a un altro punto: ciò che mi ha dato conferma di tutto ciò è l'essermi innamorato di un'altra donna. I problemi che ho elencato c'erano già da prima ma quando ho iniziato a provare questo forte sentimento per un'altra donna ho visto la realtà finalmente per quella che è. Io sono sicuro che non potrebbe riaccendersi nulla con la mia compagna, con o senza la presenza di un'altra donna.
Tra l'altro, con questa donna, stupenda sotto ogni punto di vista, non c'è stato nulla. Non ho tradito la mia compagna né ho intenzione di farlo. Vorrei chiudere la storia e prendermi quella felicità che per tanto tempo mi è mancata. La donna che vorrei accanto ricambia i miei sentimenti. Il problema è che mi sento paralizzato perché ho paura di fare un salto nel buio. La mia compagna alla fine mi dà tranquillità e stabilità, e soprattutto temo per mio figlio. Temo che possa risentire della separazione. Dall'altra parte però devo dire che è da anni che mi sento spento, vuoto, senza alcun trasporto verso di lei, solo la tranquillità di avere una persona di supporto accanto, sulla quale posso certamente contare e con cui condividere l'educazione di nostro figlio. Mi chiedo però se per mio figlio questo sia un esempio di amore vero. Non è peggio restare insieme solo per abitudine e affetto? Forse se avessimo 70 anni, ma siamo ancora giovani in fondo... Io ho 44 anni. Non mi sento così vecchio da scegliere l'infelicità eterna. Solo che mi sento incapace di decidere. So che in questa indecisione potrei perdere la donna che vorrei accanto e questa cosa mi terrorizza..Quanta pazienza potrà ancora avere? Come detto, ricambia i miei sentimenti, ma è come se l'avessi messa in attesa e sento che se continuo così lei se ne andrà.
E io non voglio questo. Non riesco a immaginare di non avere un futuro con lei. Anche lei aveva già un'altra storia ma ha deciso di interromperla perché si è resa conto di non amare più il suo compagno. Ci siamo innamorati e vorremmo stare insieme. Sappiamo entrambi che saremmo finalmente felici. Cosa fare? Io in questa farsa non riesco più a vivere.
Sono dilaniato.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 12/01/2026 - 16:15

Roma - Tiburtina
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Gentile Paolo,
mi dispiace per ciò che scrive e la prima cosa che mi sento di dirle è questa: ha affrontato o esposto la sua sofferenza alla sua attuale compagna?
Pensa che la sua compagna sia consapevole o abbia in parte percepito la sua sensazione di "infelicità eterna"?

Chiarire il rapporto con la sua compagna ed esplicitare a lei come si sente è il primo step per poter poi decidere cosa fare o non fare con lei, con suo figlio e con la donna di cui si è innamorato.

Questo passaggio in cui si confronta e chiarisce con la sua compagna è essenziale se vuole effettivamente prendere una decisione concreta con la donna di cui si è innamorato.

Ciò è importante al fine di negoziare un'eventuale separazione/allontamento in modo che entrambi siate consapevoli e che ciò sia concordato anche in relazione alla gestione di vostro figlio.

Ad ogni modo, considerata la delicatezza della situazione che ha descritto, le consiglio di richiedere una consulenza individuale in cui possa chiarire i diversi punti che qui ha descritto e grazie a cui possa comprendere in che modo sia più adeguato muoversi.

Le auguro il meglio

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 12/01/2026 - 14:35

Milano
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Buon pomeriggio Sig.Paolo, quello che descrive è un conflitto emotivo significativo tra il desiderio di autenticità , la responsabilità nei confronti di suo figlio, la gestione di una nuova relazione. Sentirsi paralizzato da una situazione così complessa è comprensibile. In un momento cosi delicato potrebbe essere utile lavorare sui sentimenti, sulle nuove priorità, tutelando il benessere del bambino, arrivare ad una decisione consapevole evitando di agire sotto l' influenza di una emergenza che scatena confusione non solo emotiva. Cercare aiuto potrebbe essere il primo passo per affrontare, non più solo, la sua nuova fase della sua vita. Rimango a disposizione online, se lo desidera, buona giornata, dott.ssa Ursula Fortunato.