Rimango dove sono o tengo il bambino e cambio vita?
Buongiorno,
ho 30 anni, un lavoro che mi da ottime soddisfazioni e da 4 anni ho una relazione con un uomo di 38 anni.
Tre anni fa circa cerco una casa in affitto, lascio la mia città e andiamo a convivere (anche lui abitava con i suoi genitori).
Ho traslocato e arredato casa da sola, con un aiuto solo da parte dei miei genitori. Lui sempre al lavoro e la sua famiglia non si è mai segnata di chiedere se avevamo bisogno di aiuto o di qualcosa.
I primi tempi era tutto perfetto, ci bastava solo stare insieme per essere felici.
Lui fa un lavoro molto duro, allevatore, lavora sempre dal lunedì alla domenica dalla mattina alla sera (21:00 circa in inverno, in estate anche dopo le 23:00).
È una persona molto introversa che fa fatica a comunicare e dimostrare ciò che prova realmente. Sempre preso da mille pensieri perché il lavoro non va come dovrebbe economicamente, passa le sue giornate a risolvere i problemi. Io, nel mio piccolo, l’ho sempre aiutato a risolverli… andando anche a lavorare in stalla per alleviarlo da qualcosa.
Mi occupo di tutto praticamente da sola: casa, spese, lavoro mio, suo lavoro.
Da circa un anno mi sentivo abbandonata, trascurata, sola. Non abbiamo più avuto rapporti, non facciamo mai nulla al di fuori di casa e lavoro (tranne se organizzano i miei genitori), non usciamo mai con nessuno ecc.
Sempre un anno fa mi contatta un uomo di 41 anni che, vista la mia passione per il mondo zootecnico, mi propone di andare a lavorare da lui il sabato (allevamento). Spinta dalla voglia di interagire e parlare con altre persone, mettermi in gioco, dopo poco accetto e inizio questa bellissima avventura.
Conosco i suoi genitori, i suoi dipendenti e tutto fila liscio. Una famiglia per bene, di quelle che ti fanno sentire a casa, un lavoro che va alla grande, una casa tutta sua.
Dopo pochi mesi si innamora perdutamente di me, lascia la compagna e mi vuole a tutti i costi nella sua vita, mi corteggia, vuole passare sempre più tempo con me ecc. Mi dice chiaramente che una donna come me la cercava da una vita intera.
Il mio compagno, in tutto questo, non ha mai manifestato gelosia o altro… nonostante gli raccontassi tutto ciò che facevamo insieme (andare a mangiare insieme, cucinare insieme ecc.). Ho provato più volte a fargli capire cosa mi mancava, ma poco è cambiato.
Un mese fa scopro di aspettare un bambino dall’amante. Mi crolla il mondo addosso.
Intraprendo un percorso di aborto farmacologico, sempre sostenuta dall’amante, ma non ho il coraggio di portarlo avanti. Oggi sono qui che devo prendere una decisione definitiva.
Passo le giornate a pensare ora lascio il mio convivente e iniziò una nuova vita, il giorno dopo vorrei abortire e riprendere in mano la mia relazione.
Da una parte ho un uomo che mi conosce da anni, che mi ama a suo modo, ma con il quale fatico a vedere un futuro a causa dei problemi economici (non so se avremo mai una casa nostra, come riusciremo a mantenere un figlio), la sua famiglia è come se non ci fosse. Ho paura che tutto graverà ancora sulle mie spalle e che lui continuerà a dare la priorità al lavoro e quindi non sarà presente. Per lui provo un sentimento molto forte, ho paura di abbandonarlo perché lui fa sempre affidamento su di me (soprattutto nell’ambito lavorativo) e mi dispiace lasciare la nostra casa e quello che abbiamo fatto insieme. Provo come un senso di responsabilità nei suoi confronti.
Dall’altra parte ho una persona che conosco da un anno (un giorno a settimana) ma che vuole passare il resto della sua vita con me e il suo bambino, che mi da certezze sul futuro. Il problema è che ancora non so cosa provo per lui, ma quando ci sto insieme sto bene, sono spensierata e felice. La sua famiglia mi adora.
Ho paura di fare la scelta sbagliata e pentirmene.
Nemmeno la psicoterapeuta ha saputo aiutarmi.