Daniela domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 24/06/2015

Bari

Come comportarsi

Ciao a tutti, sono nuova e mi sono imbattuta in questo sito in quanto profondamente confusa. Parto col dire che ho 21 anni e da circa 2 anni ho conosciuto un ragazzo all'univerista con il quale ho sin da subito stretto un rapporto di amicizia fortissimo, come quando si suol dire ad una persona che "ci sembra di conoscerla da sempre". Tutto procedeva bene fino a quando circa un anno fa lui ha ammesso di provare cose molto forti per me (ammetto che nel rapporto di amicizia più volte mi era capitato di pensare che era una persona fantastica e che era il caso di valutare l'inizio di una ipotetica relazione). Al momento della confidenza mi sono irrigidita parecchio perché anche se era un po quello che volevo, al tempo stesso non volevo legarmi a nessuno per paura si soffrire e già sapendo le problematiche che avrei incontrato. Tuttavia la cosa è andata aumentando pian piano fino a quando a dicembre del 2014 mi sono trovata in un vortice di emozioni che, anche con un po' di incertezze, mi ha portata ad iniziare una relazione con lui. Da qui sono iniziati i problemi. Continue litigate su un problema fondamentale tra tutti: il fatto che vivo in una famiglia dove il dialogo è nullo e mi vergogno a comunicare ogni mia emozione o ogni mia esperienza, compresa mia sorella, anche se viviamo insieme per motivi universitari. Pertanto sono costretta a raccontarle un sacco di bugie per uscire di casa sia di giorno ma soprattutto la sera (i miei genitori non Condividono che esca la sera perche per loro uscire la sera in una grande città è pericoloso essendo loro di un piccolo paesino). Ovviamente il mio continuo dire "no" porta il mio ragazzo a non credere che provi per lui un grande interesse e anche se ho provato a raccontargli questo mio disagio lui crede che il problema fondamentale è che io non sono sicura di ciò che provo tanto da comunicare ai miei la mia storia. Queste continue bugie mi hanno portato sia ad avvertite un senso di colpa nel dirle (soprattutto a mia madre che si fida molto di me vedendomi come figlia modello con ottimi voti e super studiosa) sia a limitare di molto il rapporto con questo ragazzo perché non sempre posso scendere di casa per non far insospettire nessuno. Potranno sembrare dei problemi banali di una ragazzina di 21 anni con le idee confuse, ma ne soffro molto di questo sia per il nullo dialogo con la mia famiglia che non mi porta a vivere come vorrei, sia perché avverto che sto perdendo una persona meravigliosa che in due anni mi ha dimostrato che per me farebbe davvero di tutto. Vorrei capire se il mio problema è nell'interesse che provo per questo ragazzo che non mi porta a fare questo grande passo (anche se ora pensare di doverlo perdere mi fa star male e non vorrei succedesse) o nel grande disagio che avverto nel dire ai miei genitori che sono fidanzata il che eviterebbe il 90% dei nostri litigi perché diventerei più libera di comportarmi come voglio.
Confidando in un vostro consiglio, mi scuso per il disturbo e auguro a tutti una buona serata.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 26/06/2015 - 12:35

Viterbo
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Cara Daniela,

dovresti iniziare ad emanciparti dalla tua famiglia iniziando a mettere le giuste distanze.
Le bugie chiaramente non sono la soluzione migliore, ti aiutano soltanto a "preservare" (negativamente) una certa immagine nei confronti della tua famiglia: quella di "ragazza modello", ma come vedi è abbastanza illusoria.
Quando invece, proprio perché sei maggiorenne, ti dovresti sentire libera di fare le tue scelte in maniera più autonoma senza doverti necessariamente giustificare o mentire.
E' chiaro che il confronto con i genitori non è sempre semplice, perché bisogna mettere in discussione anche un certo modo di rapportarsi, forse per te è più semplice continuare a mantenere le cose così come sono, ma non credo sia la soluzione migliore nel lungo periodo.
Quindi a mio avviso il tuo disagio/problema non è tanto nella relazione con il tuo partner, quanto nella tua difficoltà nel separarti-individuarti rispetto alle tue figure di riferimento (genitori).
In questi casi il conflitto con il partner potrebbe addirittura essere quanto di più positivo ed evolutivo, perché ti permette di crescere, rivedendo le cose che non vanno.

Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo clinico e forense, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica