Massimo  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 22/06/2021

Roma

Gli anni passano, ma il dolore resta

Buonasera a tutti,
Ormai sono passati otto anni da quando mi sono lasciato con la mia ex all'età di 22anni e si sa come vanno queste cose, tutti di dicono che passerà, che è così per tutti, ed ovviamente il picco del dolore è passato da anni, la vita è andata avanti, ma quello che ho capito dopo tutto questo tempo, che da quel giorno mi è morto qualcosa dentro, ci ho messo del tempo anche per ammetterlo a me stesso.
Come ho detto la vita è proseguita, con il lavoro, nuove relazioni, nuove amicizie, ma non passa giorno che non penso a lei, alla fine ho trovato una serena rassegnazione, è stato il dolore più grande della mia vita e mi ha lasciato un vuoto enorme, anche questo è stato difficile ammetterlo a me stesso.
Ovviamente inizialmente ne parli con le persone vicine a te, ma il tempo passa e smetti anche di parlarne, ed è meglio così, i ricordi sono piacevoli e dolorosi e purtroppo ho maturato la convinzione che le persone banalizzino tutto alla fine e che sia difficile spiegare quando si raggiunge una complicità che va oltre, un senso di accettazione dell'altro estremamente profondo.
La mia domanda in sintesi è, proverò questo dolore per sempre? Mi sono "condannato" a questa perenne malinconia?
Grazie a tutti per le eventuali risposte

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 22/06/2021 - 13:44

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Massimo,
Innanzitutto mi sento di dirle che non è "condannato a questa perenne malinconia", nel senso che, può elaborare il lutto provocato dalla separazione affidandosi ad uno psicoterapeuta esperto in questo ambito.
Questo perché, come giustamente ha sottolineato lei, può capitare che le persone a noi vicine "banalizzino" l'accaduto con l'intento, magari, di aiutarci, allegerirci.
Ma, da ciò che narra lei, mi pare di capire che l'interruzione della relazione abbia attivato dei nuclei irrisolti ("un vuoto enorme").
Questi ultimi, poiché inducono ancora oggi dei vissuti di malinconia e tristezza, necessitano di un'accoglienza e comprensione più profonda di quella amicale.
Pertanto, le consiglio di selezionare uno psicoterapeuta che le ispiri fiducia e con cui senta di poter condividere il "vuoto" per elaborarlo.
Un caro saluto. Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).