Turbato  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Milano

Matrimonio: stare insieme per i figli o prendere strade differenti?

Buongiorno, leggo ormai da tempo le innumerevoli discussioni se sia piu' opportuno continuare un matrimonio infelice, per "tenere unita famiglia e figli", oppure trovare un modo per prendere strade diverse, salvaguardando l'interesse dei figli.
La mia situazione e' quella di chi, e mi sembra di aver capito in realta' siano la maggioranza, storicamente, "sopravvive". Accontentandosi cioe' di qualche sprazzo di gioia condiviso con i figli, ma accettando che la routine famigliare e' intrinsicamente infelice. Io sto meglio, decisamente, quando sono solo. Un'ora di relax per me e' un'ora lontano da lei, e ultimamente, ahime', anche lontano dai figli (8 e 4). l'obiettivo e' quello di resistere, andare avanti perche' e' piu' semplice rispetto a litigare (diciamo la verita': tutti gli piscologi consigliano "parli a sua moglie, parli a suo marito", ma quanti credono che cio' possa veramente essere fatto senza raggiungere lo scontro?) e aspettare un evento, che puo' essere il tradimento dell'uno o dell'altro, o l'indipendenza dei figli o all'opposto, la consapevolezza che sia meglio approcciare la vecchiaia in coppia che da soli.
Vorrei chiedere aiuto, poi mi fermo perche' cerco una ricetta magica che nessuno puo' darmi e che non sia semplicemente "parli con sua moglie e le spieghi la situazione", perche' cosi fanno tutti e gia' ho scritto come finisce.
allora mi incuriosisce se qualcuno abbia un commento affascinante a quanto sopra.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 09/10/2020 - 16:31

Roma - Tiburtina
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Buonasera Turbato,
il primo commento che mi sento di porgere al suo scritto è: rassegnazione.
Ossia ho avuto la sensazione che lei si trovi in una condizione di disillusione più ampia che copre una dimensione temporale molto ampia, immagino anche lontana da oggi ("approcciare alla vacchiaia").
Quindi, credo che, quando una persona avverta delle sensazioni di questo tipo, prima di concentrarsi sulla situazione matrimonio/moglie, sia essenziale fermarsi e prendersi cura di se stesso.
Anche perchè, se permane la sensazione di costrizione e/o rassegnazione rispetto ad un eventuale dialogo con sua moglie, è inutile farlo, perchè lei stesso non crede nell'efficacia di questo confronto/scontro.
Poichè sa già che non esistono "ricette magiche", il mio consiglio è rivolgersi a Turbato e inziare a capire come mai si definisca turbato, come si senta, al di là del matrimonio/famiglia, che potrebbe essere uno step successivo.
Una consulenza psicologica individuale può aiutarla in questo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 10/10/2020 - 20:26

Buonasera,
temo di non poter fornire un commento "affascinante", ma cerco di comprendere la situazione che descrive e che La fa stare male, sperando di poterLe essere d'aiuto.
Se legge da tempo le discussioni riguardanti il matrimonio infelice, immagino stia da tempo riflettendo sul Suo, sentendosi infelice e allo stesso tempo responsabile della felicità dei Suoi figli. Penso che da papà amorevole sia preoccupato di "rovinare" la vita dei figli (e qui si potrebbe aprire un capitolo) nel caso decidesse di separarsi. E così ha scelto di "sopravvivere", rimanendo nella situazione in cui evidentemente soffre. Non dice come è andata prima di arrivare a questo punto della relazione, se avete provato con la terapia di coppia o se sperava che la situazione in qualche modo migliorasse. Ma immagino che abbia provato mille volte a parlare con Sua moglie, ma non avete ottenuto i risultati sperati e anzi, si arrivava allo scontro che adesso comprensibilmente vuole evitare. Sembra però che la strategia della sopravvivenza non funzioni e questo non funzionamento, mi viene da pensare, non fa male solo a Lei. Per non scoppiare si prende la Sua ora di relax, così per un po' sta lontano da tutto, portando il corpo e la mente in uno spazio diverso. Ma poi la Sua sensazione di vivere una vita infelice si ripresenta.
A proposito dell'aiuto che vorrebbe chiedere e in qualche modo sta già chiedendo; molte persone arrivano negli studi degli psicologi sperando in una ricetta magica. È normale e comprensibile, perché si è sopraffatti dai propri problemi, di solito presenti da tempo, si arriva perché non se ne può più, si vorrebbe solo scappare dal malessere che si prova e tante volte si pensa di non avere la forza di lottare ancora, dopo aver provato di tutto e allora si spera di ottenere un qualche cambiamento quasi miracolosamente, senza ulteriore dispendio di energie.
Da qui comincia il lavoro. Si accoglie la sofferenza e le emozioni che la accompagnano, si condivide il problema e si inizia a ragionare insieme sull'obiettivo che si vorrebbe raggiungere, a volte con qualche aggiustamento, e sulle strade da intraprendere per arrivarci. Di solito arriva un primo piccolo sollievo in tempi piuttosto brevi, permettendo di acquisire una maggiore fiducia nel proprio futuro e in se stessi e un po' alla volta si costruisce, sempre insieme.
Credo che Lei abbia bisogno di aiuto in questo e di non sentirsi solo nel Suo turbamento. Le auguro di trovare dentro di sé la forza, il coraggio e almeno un po' di fiducia necessari per fare il passo, quello di prendere la decisione di farsi aiutare concretamente.
Un caro saluto.
Dott.ssa Katarina Faggionato