Fidanzato depresso e coinvolgimento emotivo
Gentili psicologi,
sono una ragazza di 24 anni, da 3 anni ho una relazione con un ragazzo al quale tengo molto. All'inizio della nostra relazione era un ragazzo tranquillo e mediamente sereno, ma poi con il tempo ha iniziato a sviluppare ansia, attacchi di panico, malessere e pensieri negativi, disfunzionali. Essendo interessata all'ambito psicologico spesso mi informo tramite siti, e scoprii la psicoterapia cognitiva comportamentale, così gliel'ho consigliata. Finalmente, ha deciso di intraprendere questo percorso in quanto presenta una depressione molto forte, causata dal disturbo evitante. Di fatto, non ha alcun legame tranne me, e ormai anche solo uscire a prendere un gelato lo fa sentire inadeguato causandogli attacchi di rabbia o panico anche in giro, sui mezzi, in automobile. In più, i suoi genitori sono ignoranti al riguardo e considerano i suoi dei capricci.
Negli anni si è sempre sfogato con me tutto il tempo, ed io, che sono una persona empatica e sensibile, l'ho sempre ascoltato e supportato, e tutt'ora lo sostengo. Le cose però, si stanno facendo molto dure. Ha fatto solo 2 sedute con lo psicoterapeuta, quindi la terapia è appena iniziata, ma lui si sfoga continuamente con me raccontandomi tutti i suoi pensieri, tutta la sia depressione, ed io non riesco più a creare una linea di confine tra me e lui. Mi sento anche io triste, accuso malessere e ansia quando gli parlo, anche se generalmente sono una ragazza solare, vivo una vita serena. Tuttavia, quando metto via il telefono o non sto con lui, spesso avverto una specie di senso di colpa a non dargli pieno ascolto, pur sapendo che non ce la faccio più. Credevo che iniziando la terapia mi avrebbe "lasciata stare", perché non voglio risultare cattiva, non ne posso più, e non so come rispondergli, mi fa mille domande pretendendo risposte ma io sono solo una persona, non una psicologa. Come potrei farglielo capire senza ferirlo? Ha più volte manifestato dei suoi pensieri orribili, e quando gli dico che preferisco non mi parli di certe cose, poi ho il terrore che possa attuarli. Ma voglio vivere anche la mia vita, come faccio?
Ho pensato di rivolgermi anche io a uno psicologo, ma purtroppo non ho le risorse economiche e i tempi delle Asl sono biblici.
Grazie del vostro aiuto.
Distinti saluti