Erica  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 23/11/2019

Trento

Le 5 ferite emozionali

Buongiorno,
sono un donna di 48 anni che da diversi mesi ormai ha interrotto una relazione con un coetaneo durata due anni circa tra alti e bassi. Mi sento ancora molto sofferente, ma al contempo rifletto sulle motivazioni che mi/ci hanno portato ad agire in certi modalitá, ai meccanismi e blocchi che si erano instaurati e che ci hanno portato a interrompere la relazione stessa. Quindi nell’approfondire tale argomento, mi sono imbattuta nel grande tema psicologico delle “5 ferite emozionali” cercando di scoprire quale o quali ferite dell’infanzia siano ancora aperte in me e che ancora forse mi condizionano e mi fanno agire con certi meccanismi a volte sabotatori del rapporto stesso (aggressività, controllo) e ho cercato di comprendere e “intravedere” la ferita che condiziona/guida anche la persona in questione. A questo punto vorrei porre una domanda tecnico- teorica, ossia se è possibile che condizioni particolari che possono accadere nell’infanzia, come lo sviluppo di una malattia poco conosciuta e non ben definita (vedi: dermatite atopica) e quindi poco “riconosciuta” dai genitori stessi, possa indurre il bambino - e poi l’adulto che non guarisce la ferita emotiva peché non la riconosce – a sviluppare particolarmente una delle cinque ferite emotive (abbandono, rifiuto, umiliazione?) e a portarla avanti da adulto con la sua conseguente maschera, sabotando quindi le sue relazioni interpersonali
Grazie dell'attenzione

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sara Vassileva Inserita il 17/12/2019 - 16:32

Gentile Erica, provo a rispondere alla sua domanda, il mancato riconoscimento di una malattia nel bambino da parte dei genitori può essere vissuto come un no dargli sufficiente importanza, non accorgersi del suo malessere, per cui potrebbe essere causa di una ferita emotiva (non riconoscimento). Tale ferita può condizionare i comportamenti nelle relazioni della persona da adulta.
Per approfondire le questioni relative alle ferite emotive, i comportamenti nelle relazioni o altro, oltre alla lettura dei libri, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso psicoterapico.
Saluti, dottoressa Sara Vassileva