Ludovica  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 20/10/2019

Sassari

Come approcciarsi? Consigliate una terapia di coppia?

Buongiorno, scrivo per delle domande che mi attanagliano da non poco tempo. Sono una ragazza di 26 anni orfana di padre da 7 anni e reduce dall'abbandono di mia madre quando avevo due anni. Come parente più prossimo mi resta solo mia nonna di 90 anni. Ho una relazione da 2 anni e mezzo con un ragazzo che a sua volta è figlio di una famiglia complicata con problemi di tossicodipendenza e di ludopatia ma che grazia alla buona influenza dei nonni è riuscito a capire che vuole crearsi una sua strada e stare lontano da ciò che riconosce abbia distrutto la sua famiglia.
Quando ci siamo conosciuti l'ampatia era ai massimi livelli, eravamo entrambi premurosi e affettuosi nonchè passionali ecc. Ora che conviviamo da un anno e mezzo lui sembra sia diventato l'uomo che vedeva nel padre e cioè quel tipo di uomo che vede la moglie come un peso e come una rompiscatole. Se prima sognava e non vedeva l'ora di vivere con me ora il solo vedermi lo fa sentire stretto perchè dice che io gli dico sempre che bisogna pulire la casa ecc mentre lui vuole rilassarsi, ma lavoriamo entrambi e non posso pensare a tutto io. Non mi sembra partecipe della vita di casa, fa le cose solo perchè le deve fare e non perchè ci tiene. mi diceva di voler fare una famiglia con me ma tutto quello che vien fuori è una persona ottusa che non riesce a vedere oltre il suo naso. Sembra non considerare minimanente il mio vissuto personale e soffre di attacchi d'ira. è completamente distaccato dalla relazione - non tanto da me- qualsiasi cosa succeda non è un problema suo, gli altri vengono quasi sempre prima e non riesce a non esagerare col bere ogni volta che esce con i suoi amici - la sua giustificazione è che non esce mai e quindi quando lo fa non si pone limiti. Quando si arrabbia mi riempie di parole orribili e mi sembra che lui non abbia mai affrontato in primis i suoi problemi familiari e che non riesca a vedere i miei.
Non saprei se consigliargli la terapia di coppia.
Grazie in anticipo spero di aver creato un quadro chiaro della situazione.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 21/10/2019 - 09:37

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Ludovica,
da ciò che narra, mi sembra di capire che l'opzione terapia di coppia non sia praticabile in questo momento proprio perchè il suo compagno appare molto più centrato su se stesso che sulla coppia ("è completamente staccato dalla relazione", "il solo vedermi lo fa sentire stretto").
Quindi, la cosa più utile per lei in questo momento è una consulenza psicologica individuale che la aiuti a capire come mai accetti di essere trattata come ha descritto ("mi riempie di parole orribili", "sembra non considerare minimamente il mio vissuto personale"), copione che rievoca lo stile d'attaccamento sperimentato da lui ("sembra sia diventato l'uomo che vedeva nel padre"), come giustamente ha già intuito lei.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Giada Santi Inserita il 22/10/2019 - 16:30

Pistoia
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Salve Ludovica, direi che entrambi avete alle spalle una storia familiare contraddistinta da grande sofferenza: lei parla di un abbandono precoce e di una perdita della figura paterna non in un'età infantile ma sicuramente in un momento di vita in cui cerchiamo di definire la nostra personalità e ci indirizziamo verso un'indipendenza prima di tutto emotiva e legata alle nostre figure di attaccamento. Lui è cresciuto in una famiglia dove probabilmente se non fosse stato per la presenza dei nonni, sarebbe andata molto peggio nonostante oggi il suo compagno paghi comunque lo scacco di aver avuto genitori che non sono riusciti a gestire i bisogno di un figlio perchè troppo impegnati ad anestetizzare il loro dolore. La terapia di coppia, specialmente di stampo sistemico relazionale, può aiutarvi a diminuire i tempi della sofferenza e capire insieme quanto quella bambina e quel bambino sofferente entrano in gioco nella vostra relazione e quanto, una volta capito questo, possiate introdurre nel vostro rapporto qualcosa di nuovo che possa cambiare la direzione al vostro legame per non ricreare vissuti che appartengono al vostro passato. Un saluto, dott.ssa Giada Santi